Ambiente

Antartide: pinguino imperatore e otaria orsina verso l’estinzione

La Lista Rossa IUCN declassa i simboli del Continente Bianco: l'ecosistema antartico sta cambiando a ritmi estremi, spingendo pinguini e otarie verso l'estinzione.

Il verdetto della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), arrivato il 9 aprile 2026, è un terremoto per la conservazione globale: l’Antartide sta perdendo i suoi simboli. In un aggiornamento drammatico della Lista Rossa, il pinguino Imperatore e l’otaria orsina antartica sono stati ufficialmente riclassificati come specie “In Pericolo”.

Per il pinguino più grande vivente si tratta di un salto di categoria che scavalca lo stato di “Vulnerabile”, a conferma di un’accelerazione della corsa verso l’estinzione. Ancora più scioccante è la situazione dell’otaria orsina, che precipita direttamente dal livello di “Rischio Minimo” a quello “In Pericolo”: un tracollo verticale che evidenzia come l’ecosistema antartico stia cambiando a una velocità estrema.

Il pinguino Imperatore e il ghiaccio sempre più instabile

Il pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri), un gigante dei ghiacci capace di superare i 120 cm di altezza, vive una condizione di vulnerabilità estrema legata a un elemento geografico preciso: il ghiaccio costiero. Si tratta di ghiaccio marino “ancorato” alla costa, al fondale oceanico o agli iceberg incagliati, che funge da vera e propria infrastruttura vitale.

La specie dipende da questa piattaforma stabile per nove mesi l’anno per l’accoppiamento, l’allevamento dei  pulcini e per compiere la muta. I dati del WWF, che dal 2013 monitora le colonie tramite immagini satellitari ad altissima risoluzione, mostrano un quadro catastrofico. Tra il 2018 e il 2023, nell’Antartide occidentale è stato registrato un declino della popolazione del 22%.

“Nel 2022, quattro siti di riproduzione su cinque nel Mare di Bellingshausen sono collassati”, spiegano gli esperti del WWF.Migliaia di pulcini sono morti per congelamento o annegamento perché il ghiaccio si è rotto prima che avessero sviluppato il piumaggio impermeabile”.

Ma il pericolo non riguarda solo i piccoli. Studi del British Antarctic Survey (BAS) rivelano che anche gli adulti sono a rischio durante la muta annuale, che si svolge di norma tra gennaio e marzo. Se il ghiaccio si rompe prematuramente, i pinguini, privi di protezione isolante, rischiano la morte nelle acque gelide. Senza un’azione urgente, la popolazione mondiale (oggi stimata attorno ai 595.000 adulti) potrebbe dimezzarsi entro il 2080, portando la specie verso l’estinzione.

L’Otaria Orsina e il krill “scomparso”

Se l’Imperatore soffre per la stabilità del ghiaccio marino, l’otaria orsina antartica (Arctocephalus gazella) soccombe per la fame. Passata da un livello di “Rischio Minimo” a “In Pericolo”, la specie ha visto la sua popolazione ridursi del 50% dal 1999, passando da circa 2 milioni a meno di un milione di esemplari.

La ragione principale di questa riduzione sarebbe da ricercarsi nel riscaldamento degli oceani, che sta spingendo il krill – pilastro della dieta delle otarie ma anche di balene, pinguini e altri uccelli marini – a profondità inarrivabili o a latitudini diverse. Questa carenza alimentare riduce drasticamente la sopravvivenza dei cuccioli di otaria nel loro primo anno di vita, lasciando dietro di sé una popolazione sempre più vecchia e fragile. A questo si aggiungono la pressione dei predatori (orche e foche leopardo) e la diffusione di malattie come l’influenza aviaria (HPAI), che sta colpendo duramente anche gli Elefanti Marini del Sud.

Dalla scienza un appello alla politica

La scienza ha fatto la sua parte, ora tocca alla diplomazia. “I pinguini sono già tra gli uccelli più minacciati sulla Terra. Il passaggio del pinguino imperatore alla categoria ‘In pericolo’ è un monito severo: il cambiamento climatico sta accelerando la crisi di estinzione sotto i nostri occhi. I governi devono agire ora per decarbonizzare urgentemente le nostre economie”, ha dichiarato Martin Harper, CEO di BirdLife International.

WWF e la IUCN chiedono ai governi che si riuniranno a maggio in Giappone per il Trattato Antartico di agire su due fronti: designare il pinguino imperatore come “Specie Specialmente Protetta” e mantenere fede all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1.5°C, l’unica soglia che potrebbe garantire la sopravvivenza del ghiaccio marino.

“L’Antartide è il nostro ‘guardiano ghiacciato’ ha dichiarato Grethel Aguilar, Direttrice IUCN – se cade lui, le conseguenze per l’umanità saranno incalcolabili”.

La riclassificazione nella Lista Rossa, supportata dal lavoro di 17.000 esperti, conferma quanto già noto: il riscaldamento globale nelle aree polari viaggia più velocemente che nel resto del globo. Sta all’uomo essere altrettanto veloce nel porre freno all’innalzamento delle temperature.

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