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15 giovani promesse dell’alpinismo con il sogno della Patagonia, scopriamo il CAI Eagle Team!

Lo scorso weekend si sono svolte in Val d'Ossola le selezioni dei talentuosi giovani alpinisti che parteciperanno al progetto "CAI Eagle Team" promosso dal CAI insieme a Matteo Della Bordella

Il CAI Eagle Team è pronto a entrare in azione! Nel weekend del 1 e 2 aprile in Val d’Ossola si sono svolte le selezioni per l’ammissione al progetto, promosso dal Club Alpino Italiano e dal Club Alpino Accademico Italiano insieme all’alpinista, Ragno di Lecco e accademico del CAI, Matteo Della Bordella, nato allo scopo di offrire ai giovani l’opportunitĂ  di sviluppare il proprio talento alpinistico con il supporto di tutor scelti tra i migliori alpinisti italiani e internazionali, e di partecipare a una spedizione in Patagonia. Un’opportunitĂ  che in tanti hanno voluto provare a cogliere. Oltre 200 le domande arrivate al CAI, tra cui sono stati selezionati (e non è stato affatto facile) 15 nomi.

15 giovani promesse dell’alpinismo

A seguito di una prima selezione effettuata tra le domande di ammissione su base curriculare, sono stati invitati a sottoporsi alle prove sul campo lo scorso weekend in 38, 26 ragazzi e 12 ragazze, con un’etĂ  compresa tra i 17 e i 28 anni. A esaminare i ragazzi, tutti dotati di grande talento, con una valida esperienza alpinistica alle spalle nonostante la giovane etĂ , una giuria esperta composta, oltre che dal capocordata Matteo Della Bordella, dal presidente del Club Alpino Accademico Italiano Mauro Penasa, dall’Istruttrice nazionale di alpinismo Caterina Mazzalai, dai Ragni di Lecco Luca Schiera e David Bacci, dall’aspirante guida Federica Mingolla e dalla guida del Cervino François Cazzanelli.

Nel corso delle due giornate di prove outdoor, i ragazzi hanno dovuto affrontare una prova di arrampicata su roccia, una di cramponage, una vertical di quasi mille metri e ancora un colloquio individuale. Al termine di questa seconda fase di selezione, è stata definita la lista dei 15 componenti dell’Eagle Team, 11 ragazzi e 4 ragazze.

Di seguito i nomi in ordine alfabetico:

  • Alessandra Prato (28 anni, Milano)
  • Iris Bielli (19 anni, Merate)
  • Erica Bonalda (25 anni, Trento)
  • Marco Cocito (28 anni, Alba)
  • Marco Cordin (23 anni, Trento)
  • Luca Ducoli (22 anni, Breno)
  • Dario Eynard (23 anni, Bergamo)
  • Carlo Filippi (24 anni, Torino)
  • Daniele Lo Russo (26 anni, Valle Camonica)
  • Giacomo Meliffi (26 anni, Urbania)
  • Matteo Monfrini (26 anni, Mantova)
  • Camilla Reggio (26 anni, Torino)
  • Matteo Sella (26 anni, Biella)
  • Lorenzo Toscani (24 anni, Firenze)
  • Riccardo Volpiano (24 anni, CiriĂ©).

Chi sono questi 15 giovani talenti? Vi invitiamo a scoprirlo leggendo le loro presentazioni, scritte in prima persona, scaricabili a questo link.

Un difficile lavoro di selezione

Per la giuria non è stato affatto facile effettuare la selezione dei 15 talentuosi alpinisti. Come racconta Matteo Della Bordella, il livello era molto alto ed è stato difficile arrivare alla selezione definitiva. Tutti i partecipanti avrebbero potenzialmente meritato un posto nel team. Basti pensare che inizialmente il progetto prevedeva la selezione di 12 giovani, alla fine il CAI Eagle Team ne ha accolti 15.”

La ragione di portare il numero dei selezionati da 12 a 15, spiega Matteo, è legata al fatto che “nella nostra graduatoria, stilata valutando i risultati ottenuti in ogni prova, abbiamo avuto molti pari merito. Da qui la decisione di non escludere profili con le stesse potenzialitĂ , ma anzi includerli arricchendo le fila della squadra. Ora finalmente il progetto entra nel vivo con la prima settimana prevista per maggio tra Val di Mello e Grigna. Quello che ci aspetta, sono convinto, sarĂ  un viaggio entusiasmante sia per i ragazzi che per il Club Alpino Italiano e per il Club Alpino Accademico.”

Grande la soddisfazione espressa da Antonio Montani, Presidente generale del CAI, che si dice “assolutamente convinto che tra i ragazzi selezionati ci sia l’alpinismo di punta dei prossimi anni”. “Giovani alpinisti e alpiniste che hanno tutte le qualitĂ  per fare alpinismo ad alti livelli, ma a cui serve un incoraggiamento per fare il salto di qualitĂ  – evidenzia Montani, rivolgendo ai ragazzi un messaggio, dovete avere il coraggio di investire nelle vostre passioni“.
“La domanda a cui vogliamo rispondere – aggiunge – è cosa possiamo fare per riportare l’alpinismo dentro il CAI  in modo strutturale. Abbiamo il dovere “statutario” di rispondere alla richiesta di formazione alpinistica che ci arriva da tutti i territori. Eagle Team è un laboratorio nel corso del quale vogliamo comprendere cosa possiamo fare per affiancare l’encomiabile lavoro dei volontari delle nostre scuole di alpinismo sul territorio.”

L’augurio di Mauro Penasa, Presidente del Club Alpino Accademico Italiano, è che il progetto fornisca alle 15 giovani promesse la base per sviluppare “una consapevolezza piĂą profonda di cosa significa salire le montagne, facendolo con stile ed etica.”

Sognando la Patagonia

I 15 giovani componenti del CAI Eagle Team parteciperanno a sei settimane di formazione, previste tra maggio 2023 e dicembre 2024, in varie zone delle Alpi, dalla Grigna alle Dolomiti, dal Monte Bianco alla Valle Orco, fino ad arrivare all’Oberland bernese. Le attivitĂ  su cui saranno incentrate sono molteplici: arrampicata (su roccia, su ghiaccio e misto, in fessura), alpinismo e la eventuale apertura di una via. Una volta terminata la fase di formazione, arriverĂ  il momento di un nuovo e ultimo step di selezioni. Sulla base della valutazione delle capacitĂ  tecnico/alpinistiche, caratteriali e logistiche mostrate nel corso delle 6 settimane di attivitĂ  in team, verranno identificati i componenti della spedizione extraeuropea conclusiva, finanziata dal CAI, che vedrĂ  i ragazzi volare in Patagonia nel febbraio 2025.

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Un commento

  1. Una bella iniziativa, giĂ  tentata a livello lombardo piĂą volte, e ora organizzata con molta “forza”.
    Secondo me chi “conosce” può capire le difficoltĂ  della selezione e perchĂ© dei 15 quelli veramente bravi siano 3, anche se nei 40 ve ne erano almeno altri 8 come loro 3.
    Non hanno sbagliato nulla, hanno scelto in maniera equilibrata secondo le regole del sistema.
    Auguri e spero nel successo non solo mediatico, ma anche alpinistico.

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