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Trentino, 4 valanghe sui passi dolomitici

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TRENTO — Quattro valanghe di dimensioni considerevoli sono cadute ieri nelle valli trentine. Le prime due si sono staccate vicino al passo Pordoi e a Penia, mentre la terza, la più grande è scesa al passo Cigolade, nella zona del rifugio Ciampedie.  In quest’ultima sarebbe rimasto coinvolto uno sciatore, che non ha riportato gravi conseguenze. Infine una quarta si è staccata a pozza di Fassa, fortunatamente senza provocare feriti.

La valanga caduta al passo Cigolade, posto a oltre 2000 metri di quota in Val di Fassa, si è staccata ieri verso le 13 ed ha completamente sommerso la stradina di collegamento tra le piste di sci Pra Martin e Cigolare. Nella slavina è rimasto coinvolto uno sciatore che scendeva proprio in quel momento, e che fortunatamente è stato preso solo di striscio, riuscendo a cavarsela con conseguenze non gravi.
 
I carabinieri con le unità cinofili, la Guardia di finanza e il Soccorso Alpino hanno comunque sorvolato la zona per ore con 5 elicotteri, setacciando il territorio in lungo e in largo per accertare che non ci fossero altri sciatori rimasti sotto la neve. Il sospetto che ci fossero altre vittime era sollevato dal fatto che poco prima delle 13 alcune persone, senza l’attrezzatura da sci, erano state viste aggirarsi nella zona.
 
Qualche ora prima sempre in Val di Fassa un’altra valanga è caduta sopra al comune di Penia, frazione di Canazei. Anche in quel caso due scialpinisti erano stati visti passare nella zona, così si sono svolte le operazioni di sorvolo per verificare non ci fossero vittime.
 
Ancora una slavina si era staccata intorno alle 12 di ieri al Passo Pordoi, a 2.239 metri, che collega il Gruppo del Sella a nord con il gruppo della Marmolada a sud. Anche in questo caso l’elicottero dell’Aiut alpin dolomites e gli uomini del Soccorso alpino della Val di Fassa hanno verificato che nessuno persona fosse rimasta coinvolta.
 
L’ultima valanga si è verificata infine circa alle 13.40 sul Buffaure, nella zona Pozza di Fassa. E fortunatamente anche qui non ci sono stati feriti.
 
 
Valentina d’Angella

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