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E la neve fa chiudere anche la caccia

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TORINO — Niente caccia in Piemonte fino alla fine dell’anno. Il provvedimento con effetto immediato è stato preso d’urgenza ieri mattina dalla Giunta Regionale su richiesta della Valle Stura e dell’Alta Val Susa e vale su tutti i comprensori alpini. La ragione è l’attuali condizione dei territori che per la troppa neve sono resi impraticabili e pericolosi.

In concomitanza con la dichiarazione dello stato di emergenza e la richiesta di invio dell’Esercito per far fronte alla situazione di emergenza, la Giunta Regionale del Piemonte ha anche vietato le attività venatorie su tutte le aree alpine della regione. Il provvedimento è stato preso ieri con effetto immediato e sarà valido fino al tramonto del 31 dicembre.
 
Le condizioni persistenti di maltempo hanno reso i territori impraticabili, con rischio di valanghe e incidenti. Senza contare che nelle zone in cui il manto nevoso ha raggiunto livelli superiori al metro e mezzo, la fauna selvatica si trova lungo strade, corsi d’acqua e luoghi di svernamento che non consentono i normali spostamenti.
 
La caccia rimarrà possibile solo al cinghiale, in considerazione dei fenomeni dannosi collegati alla presenza della specie. 
"Viste le condizioni eccezionali di maltempo e raccogliendo le richieste del territorio – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Mino Taricco – abbiamo deliberato di sospendere la caccia fino a fine anno, nel duplice interesse di salvaguardare l’attivita’ e gli spostamenti dei cacciatori da possibili rischi, e di tutelare la fauna, quale componente dell’ambiente naturale che abbiamo il dovere di gestire in maniera adeguata".
 
"Le richieste più urgenti sono arrivate dalla Valle Stura e dall’Alta Val Susa – continua Taricco -, ma un provvedimento del genere ha senso solo se esteso anche ai territori confinanti".
 
Nel frattempo Luigi Sergio Ricca, assessore alla Protezione civile, ha rinnovato l’invito alla popolazione a rimanere in casa e ad evitare gli spostamenti, salvo quelli strettamente necessari. Le valli più colpite attualmente sarebbero quelle del Gran Paradiso, che detiene il record delle precipitazioni più abbondanti, l’Alta Valsesia e quelle del cuneese.
 
Su tutte le montagne del Piemonte poi, ancora oggi il rischio valanghe è al limite massimo, di livello 5. Per questo scialpinismo e fuori pista sono assolutamnete proibitivi.
 
 
 
Valentina d’Angella

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