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Neve e valanghe: il Nord in ginocchio

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BERGAMO — Centinaia di persone evacuate in Val d’Aosta, dove le valanghe minacciano frane e paesi. Ottantamila persone ancora senza luce in Piemonte, dove sono caduti 125 centimetri di neve in 24 ore: un livello eccezionale che ha battuto il record storico del 1933. Ferrovie interrotte, passi e scuole chiuse e massima allerta per le slavine continuano su tutto l’arco alpino, dove le nevicate non accennano a smettere. "Ne avremo ancora per 24 ore – dicono i meteorologi -, poi il tempo dovrebbe stabilizzarsi: l’alta pressione è dietro l’angolo e dovrebbe restare fino a Capodanno".

La Valle d’Aosta è letteralmente sepolta dalla neve. In Valsavaranche, una valanga ha distrutto una casa, per fortuna disabitata, nella località Degioz. In seguito all’incidente, le autorità hanno evacuato alcune famiglie ritenute in pericolo. Altre evacuazioni a Saint-Vincent, Champoluc e Champorcher, ma il record è di Cogne, isolata da ieri: 129 persone evacuate e statale chiusa per il pericolo valanghe. A Cogne, Gressan e Valasavaranche manca anche l’energia elettrica.
 
In Piemonte la situazione non è migliore. Il livello di neve a Limone Piemonte, ritratto nella fotografia, è indicativo dei disagi che sta affrontando la popolazione. Ottantamila abitanti sono ancora senza luce. Sul Monte Rosa, disagi per la circolazione e preoccupazione delle autorità che suggeriscono di non mandare i figli a scuola: a Macugnaga e ad Alagna si registrano 170 centimetri di neve al suolo.
 
La ferrovia tra Torino e Pinerolo è stata interrotta per l’esondazione del torrente Chisone, mentre quella tra Cuneo e Ventimiglia è bloccata per neve. A Cuneo la neve sta bloccando la città e in quasi tutta la provincia le scuole sono chiuse. In Val di Susa la statale è bloccata per il rischio di valanghe e frane, come è già avvenuto sul Moncenisio. Altre slavine hanno interrotto il transito in Alta Valle Maira e Valle Gesso. Al confine con la Liguria, resta bloccata la statale del Colle di Tenda, dove il tunnel è chiuso per problemi elettrici.
 
Sulle Alpi Liguri, nella zona di Savona, un distributore di benzina è crollato durante la notte, schiacciato dal peso della neve bagnata.  Nella zona sono stati segnalati diversi crolli di tetti in legno. Nei pressi di Lugano, una frana ha interrotto la strada Regina costringendo a chiudere il valico di Gandria.
 
Sulle Orobie, l’alto rischio valanghe costringe alla amssima allerta nella zona di Foppolo e San Simone, in Valle Brembana. In Val Seriana, la neve sui pendii del Pizzo Redorta minaccia la statale che sale in Valbondione e Lizzola, tanto che le autorità stanno studiando il modo di causare artificialmente delle valanghe per ripristinare la normale circolazione stradale. Precauzioni del genere sono già state assunte in alcune zone della Val d’Aosta.
 
Diversi disagi anche sull’Appennino, dove si sono verificati diversi smottamenti e i mezzi spartineve sono al lavoro per liberare le carreggiate di montagna da ghiaccio e neve.
E purtroppo, non è finita qui. La neve continuerà a cadere ancora per oggi. Domani il cielo sarà ancora nuvoloso ma le precipitazioni dovrebbero smettere in modo graduale. Secondo gli esperti, la catena di perturbazioni delle ultime settimane è destinata a lasciare definitivamente il posto all’alta pressione questo weekend. E il bel tempo dovrebbe perdurare, senza essere interrotto da fenomeni di rilievo, fino alla fine dell’anno.
 
Sara Sottocornola
 
 
Foto di Lorenzo Bonino courtesy of http://meteolive.leonardo.it

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