News

Gran Paradiso, i lupi uccidono 70 pecore

immagine

AOSTA — Settanta pecore uccise in una sola estate. Nel parco del Gran Paradiso spunta l’allarme lupi. Un branco di predatori si è stanziato nella zona un anno fa e per saziarsi sta facendo una strage di ovini. Solo negli ultimi mesi, sul versante valdostano si contano 70 capi uccisi. Se da un lato i responsabili del parco definiscono la situazione "sotto controllo", dall’altro gli allevatori temono per il futuro delle loro greggi.

Sono affamati, voraci e abili predatori. Si tratta di un gruppo di 5 o 6 lupi che sta seriamente preoccupando gli allevatori di greggi del Gran Paradiso. Bersaglio prediletto gli ovini presenti sul versante valdostano del parco, nell’alpeggio di Montcorvé a Valsavaranche.
 
Negli ultimi mesi infatti un gregge di 200 pecore è stato aggredito diverse volte dai predatori, che hanno sbranato circa una trentina di capi, mentre altri 40, per la paura sono scappati e caduti nei dirupi della zona. L’allevatore preoccupato per la situazione e per i suoi ovini è stato costretto ha spostarsi in un altro versante del parco.
 
Sempre nella stessa area il branco di lupi ha attaccato, in presenza del pastore, anche delle capre che stavano rientrando tranquillamente verso la baita.
 
Dopo le numerose aggressioni di quest’estate la sezione Ovi caprina dell’Associazione regionale degli allevatori ha preso posizione dichiarando che non è possibile far convivere sullo stesso territorio lupi e pecore, e che quindi è necessario allontanare i predatori al più presto. Dopo questi episodi, infatti, alcuni piccoli allevatori sono stati costretti a chiudere la loro attività dopo aver perso tutti i capi in loro possesso.
 
Dal canto loro i responsabili del parco valutano in modo positivo il ritorno dell’animale, come un arricchimento della fauna selvatica locale. "Stiamo accumulando una grande quantità di dati su di loro", ha dichiarato il veterinario Bruno Bassano, responsabile del servizio scientifico del Parco, che ha anche definito "sotto controllo" la loro attività predatoria.
 
 
Emanuela Brindisi

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button
Close