Alpinismo

Gallo: il racconto della ricognizione

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ISLAMABAD, Pakistan – “Questa mattina siamo partiti con due elicotteri. Siamo arrivati a circa 23.000 piedi, la quota massima a cui possono arrivare gli Ecoureil: circa 7.250 metri”. Ecco il racconto di Maurizio Gallo, che questa mattina all’alba ha sorvolato con Gnaro Mondinelli la parete Rakhiot del Nanga Parbat, avvistando Walter Nones e Simon Kehrer appena sotto la sella del Bazin Glacier.

“Siamo saliti sulla parete abbiamo visto la tenda esattamente lì, dove era ieri – racconta Gallo –. Quando hanno sentito gli elicotteri, Walter e Simon sono usciti tutti e due ci hanno salutati: stavano bene. Abbiamo provato a lanciare un sacco con una radio e dei viveri 200 metri sotto di loro dove c’è un piccolo plateau, perché la loro tenda è piazzata su una parete proprio ripida e lì sarebbe stato impossibile”.
 
“Purtroppo – continua Gallo – la velocità dell’elicottero ha spinto il sacco lontano nei crepacci. A quella quota gli elicotteri devono mantenere una velocità di 40 chilometri all’ora, quindi non si riesce né a fare hovering né a stare fermi”.
 
Nel secondo tentativo sono saliti solo i piloti. Sono riusciti a lasciare i viveri e il Thuraya vicino agli alpinisti. La speranza è che riescano a raccoglierlo in modo che si possa comunicare direttamente con loro.
 
“Loro sono appena sotto la fascia di roccia – racconta Gallo -, al limite superiore del nevaio pensile appena sotto il triangolo che delimita a destra la sella -. Raggiungerli lassù con l’elicottero per portarli via è impossibile. Dobbiamo fargli capire di scendere altri 400-500 metri per cercare di raggiungere una zona pianeggiante più in basso, dove noi con gli elicotteri potremmo fare lowering. Dovrebbero scendere sotto lo sperone che hanno aggirato, anche se è una zona un po’ pericolosa visto i seracchi che ci sono sopra".
 
 
Sara Sottocornola

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