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Attualità

Elisoccorso: convegno internazionale a Bergamo

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BERGAMO — Si chiama "Convegno internazionale Mauro Signore: elisoccorso sanitario fra prospettive e realtà" ed è un simposio di tre giorni, dal 5 al 7 ottobre, per discutere del tema della sicurezza e delle tecniche di soccorso nelle varie nazioni europee.

Il convegno, organizzato da Bergamo Elisoccorso, è a numero chiuso e dedicato agli esperti: medici, infermieri e volontari del soccorso. Centocinquanta le iscrizioni possibili, per una tre giorni per esperti che si terra fra il centro congressi della Fiera di Bergamo e Aiutare e salvare la vita agli altri è un’impresa importante e un’esperienza di grande valore che, ogni giorno, impegna molte persone. Come ci raccontano Oliviero Valoti, responsabile del 118 di Bergamo e Alessandro Calderoli del soccorso alpino.
 
La "tre giorni" di Bergamo sarà l’occasione per un confronto e uno scambio di idee con autorità e figure importanti. Il ruolo delle imprese elicotteristiche nel panorama nazionale dell’emergenza sanitaria e la sicurezza sostenibile sono due dei temi di discussione della giornata di giovedì 5 ottobre.
 
Per poi proseguire venerdì con la presentazione dei vari servizi di elisoccorso in Austria, Svizzera, Francia e Spagna. La giornata conclusivadi sabato, invece, proporrà alcune simulazioni di interventi e una mostra dei mezzi utilizzati per i soccorsi.
 
"Sono circa 750 i servizi che ogni anno vengono attuati dal nostro elisoccorso – spiega Valoti -. E dal punto divista psicologico, gli interventi che ti segnano maggiormente sono quelli sui bambini" .
 
"Ovviamente è un servizio che regala tanta soddisfazione quando il paziente riesce a riprendersi completamente e gli esiti dell’intervento sono dunque positivi. In quei momenti ti rendi conto che sei riuscito a salvare una vita" continua Valoti. "Ma il nostro lavoro è fatto anche di momenti meno belli. Quando, per esempio, non puoi fare altro che constatare il decesso di qualcuno".
 
 
"Solitamente, per quanto riguarda l’elisoccorso, si tratta di andare ad intervenire in zone impervie e non facilmente raggiungibili, soprattutto in zone montane – spiega Calderoli. Ma la tipologia degli interventi spazia attorno a 360 gradi. Dalla montagna all’autostrada, dove gli incidenti sono davvero numerosissimi".
 
"Il nostro è un lavoro duro e spesso sorgono problemi nella localizzazione del paziente – continua Calderoli. Per la centrale del 118, che riceve richieste di soccorso di ogni tipo, a volte è difficile capire con chiarezza le modalità dell’incidente, lo stato del paziente e il luogo da trovare".
 
Un accenno ai problemi principali degli interventi di soccorso arriva anche da Valoti. "A volte capita che chi chiama il 118 si spaventa nel sentirsi dire che verrà mandato un elicottero in soccorso. Così, qualcuno decide addirittura di cambiare la versione dei fatti per far sembrare un’incidente meno grave. Ma bisognerebbe far capire alla gente che non è il mezzo che fa la prestazione, ma il medico che c’è a bordo. Il dialogo e l’interazione con l’utenza è quindi spesso difficoltosa", conclude Valoti.   
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