Alpinismo

Maspes: storia di un’estate in parete sulle Alpi Centrali

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SAN MARTINO VALMASINO, Sondrio — Una incessante stagione alpinistica nelle Alpi Centrali. In tre mesi nascono ben 11 vie nuove, scalate solitarie e arrampicate libere sparse in tutte le valli della zona. E’ questa l’estate 2006 del noto alpinista valtellinese Luca Maspes. (Guarda la gallery su Montagna.org)

Una sorta di percorso esplorativo sulle pareti della Valmasino, della Valmalenco e della Val Grosina, portato a termine in stili sempre diversi, dall’arrampicata libera e tradizionale a quella moderna con spit. Opera di Luca Maspes e di un gruppetto di forti scalatori locali tra cui Rossano Libera, Giovanni Ongaro, Giuliano Bordoni, Fabio Salini e Anna Ceruti.
 
La prima via nuova della stagione viene salita sulla "Quota 2.493" in Val di Zocca (Valmasino), una linea su un pilastro ancora inviolato che Maspes aveva iniziato ben 16 anni fa in compagnia del monzese Oscar Meloni. I due abbandonarono la via quasi per scaramanzia, dopo esser stati colpiti da un fulmine alla base di essa alla fine del secondo giorno di scalata. Il 15 giugno di quest’anno Maspes è tornato sulla via insieme a Giovanni Ongaro, Giuliano Bordoni e Anna Ceruti per completare le lunghezze di corda mancanti. Il nuovo itinerario è stato così completato fino in vetta, chiamato “Tuono”, 300 metri con difficoltà fino al 6b+/6c protette solo parzialmente con uso di spit.
 
Qualche giorno più tardi Maspes ed il comasco Matteo Foglino sono invece in Val del Ferro, ancora Valmasino. I due riescono a ripetere in completa arrampicata libera la via “Obelix” alla Punta Paganini, una via di Paolo Vitali e Sonja Brambati del 1990. Prima una parziale ripulitura dall’erba dei due tiri più difficili lungo un bellissimo diedro, poi la salita “pulita” con difficoltà fino al 6c su protezioni tradizionali.
 
Il 30 giugno si cambia zona per un tipo di alpinismo più “esplorativo”. In alta Val Grosina salgono Bordoni e Maspes per dare un occhio alla sconosciuta parete Sud del Sasso Maurigno, montagna di circa 3.000 metri di quota a cavallo tra la Grosina e la Val Viola. I due superano il verticale e friabile primo pilastro della parete di 250 metri di altezza, proseguendo poi slegati per 300 metri fino alla cresta sommitale della montagna. La via nuova, chiamata “I fiori di Giada”, presenta difficoltà fino al VI+ con l’utilizzo di sole protezioni “veloci”.
 
Due giorni più tardi Maspes è in Val Porcellizzo per una delle sue consuete salite solitarie. Questa volta l’obiettivo è la via “Ringhio” sulla parete Sudest del famoso Pizzo Badile, aperta dai valdostani Farina, Marlier, Barmasse e Datrino tre anni fa e già tentata da Maspes la settimana precedente. Domenica 2 luglio Maspes sale la parete in tempi rapidi autoassicurandosi solo su 3 lunghezze di corda e uscendo in alto lungo la via “Vera” di Corti e Gilardi del 1972. Difficoltà fino al VII+ (6b+) per 450 metri di via.
 
Il 10 e 11 luglio si torna a caccia di vie nuove sulla verticale parete Sudest del Picco Luigi Amedeo. Maspes termina un progetto iniziato nel 1990 insieme a Oscar Meloni e Adriano Marini. A destra della via di Koller “Denti del Granito”, insieme al forte Rossano Libera e ad Anna Ceruti viene ultimata “Tutto vero”, 400 metri aperti solo con protezioni veloci ad eccezione di 2 spit di sosta. Due giorni di scalata con difficoltà fino al VII+ e un breve tratto di A1, liberato la settimana successiva da Libera (VIII-).
 
Una settimana più tardi ancora la cordata di Maspes e Libera si sposta poi in Val Porcellizzo e prosegue nella ricerca di vie nuove da salire in stile rapido e pulito, senza spit. In due giorni successivi nascono così “Juvergogna” sul Pizzo Porcellizzo  (VI/VI+, 250 m) e la più impegnativa “Velociraptor” sul Pizzo Cengalo, con difficoltà fino all’VIII-.
 
Uno sguardo poi viene dato anche alle meno conosciute pareti della Val del Ferro, sempre nel Masino, con la prima salita della parete Est della "Quota 3.007". Maspes, Anna Ceruti e la vicentina Giovanna Novella tracciano un bell’itinerario misto fessure e placche in stile tradizionale. “Ferro e sungia” misura 350 metri con difficoltà fino al VI/VI+.
 
A fine luglio si compone il terzetto Bordoni-Libera-Maspes che si dirige ad una delle più grandi e remote pareti delle Alpi Centrali, la Sud della Cima Viola (3.374 metri) in Val Grosina. Tre ore di avvicinamento con obiettivo la via diretta su questa parete di 600 metri di dislivello che conta solo 3 vie indipendenti che la solcano, la prima delle quali tracciata nel 1977 da Giuseppe Miotti e C. In due giorni di scalata “molto alpinistica”, con bivacco e temporale notturno a due terzi del muro roccioso, la cordata sale tutta la via nuova, chiamata “Viola bacia tutti”, in stile tradizionale e in libera a vista, superando difficoltà fino al VII/VII+ per 17 lunghezze di corda (800 metri). Una salita di spessore e di stile prima dell’arrivo del maltempo di agosto.
 
Dopo un break di 20 giorni a causa del continuo maltempo, alla fine del mese di agosto si ritorna in azione ancora in una valle ancora poco sfruttata alpinisticamente. In stile differente dalle ultime salite, questa volta con trapano e spit, viene aperta in giornata “Il triangolo d’oro” (210 metro, 6b e 3 passi d’artificiale) sulla Punta Medaccio in Val Merdarola. Insieme a Maspes ci sono Andrea Barbieri e Marco Farina.
 
Pochi giorni dopo Maspes si sposta nel gruppo del Bernina dove aveva iniziato in solitaria tre anni prima una via sull’inviolato pilastro della parete Est del Sasso Nero. Ancora in solitaria, autoassicurandosi solo su una lunghezza di corda e per alcuni tratti con lunghe daisy chain sui passaggi più difficili, Luca sale in tre ore per 500 metri di via con difficoltà fino al VII-. E’ la “Malenconia”.
 
La stagione è alla fine ma ci sono ancora dei progetti sparsi in alta Val di Zocca. In 3 giorni complessivi Maspes, Barbieri e Fabio Salini disegnano una nuova linea sulle ripide ed improteggibili placche del Pizzo Torrone Occidentale. Ne esce una via spittata ma con chiodatura volutamente esposta. “Kriminal”, misura quasi 300 metri con difficoltà fino al 6b expò.
 
Ultima via di stagione un prodotto più “popolare” sugli avancorpi della Punta Vittoria. Il giorno seguente la via sul Torrone, Maspes e Salini sono ancora con il trapano in mano per chiudere i 5 tiri di “Zakimort”, difficoltà fino al 6a+/6b con un tiro iniziale aggiunto successivamente di difficoltà di 6c.
 
 
 
Nell’immagine, il tentativo di via nuova sulla Punta Bertani, Val del Ferro (foto Anna Ceruti).

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