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Afghanistan, esplode un’altra bomba: feriti tre alpini italiani

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HERAT, Afghanistan — Ancora un attentato in Afghanistan, dopo quello di martedì di cui era rimasto vittima l’alpino Giorgio Langella. E un’altra strage sfiorata. Sono feriti i tre soldati colpiti da un ordigno, eploso mentre si trovavano su un mezzo italiano attorno a Shindand, nella provincia di Herat.

Fortunatamente i tre alpini se la caveranno con qualche ferita. Mentre l’interprete afghano che viaggiava con loro è grave, ma non è in pericolo di vita. Per una questione di attimi l’esplosione ha investito il veicolo militare nella parte posteriore della fiancata e i danni sono stati limitati. I soldati sono stati subito trasportati in ospedale grazie ad un elicottero. Si tratta del caporal maggiore Marco Loi, 26 anni di Cagliari, del primo caporal maggiore Salvatore Anzalone, 23 anni di Palermo e del primo caporal maggiore Giancarlo Parillo, 26 anni di Capua.
 
Tutti giovani, con spirito altruista e con un’unica missione comune: aiutare gli altri. I tre facevano parte del terzo reggimento alpini della brigata "Julia", con sede a Tolmezzo (Udine) e stavano rientrando dopo un sopralluogo a una scuola in via di realizzazione, uno dei tanti progetti nell’ambito della ricostruzione del Paese. L’esplosione è avvenuta ieri alle 16 locali (le 13 e trenta in Italia).
 
Nella zona attorno a Shindand, dove è avvenuto l’attentato, la situazione è spesso tesa a causa della faida tra Amanullah Khan e Ismail Khan, due signori della guerra rivali. Oggi, i ministri della difesa dei 26 Paesi della Nato si incontreranno in Slovenia per discutere della difficile situazione in Afghanistan.
 
Greta Consoli

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