Scienza e tecnologia

Ghiacciaio dei Forni, un’escursione da non perdere

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SANTA CATERINA VALFURVA, Sondrio – E’ il più grande ghiacciaio vallivo delle Alpi italiane. Ma, come tutte le masse glaciali della terra, si sta ritirando a vista d’occhio. Come? Perché? Quali sono le conseguenze? Per scoprirlo – e per passare una domenica unica – è impedibile l’escursione “scientifica” organizzata il 1 ottobre sul Ghiacciaio dei Forni, in Alta Valtellina, con gli esperti del Comitato Glaciologico Italiano.

Il Ghiacciaio dei Forni è situato in Valfurva (Alta Valtellina) nel gruppo Ortles-Cevedale e si estende per circa 13 chilometri quadrati. E’ arretrato di circa 500 metri dal 1990 ad oggi. La fase di forte regresso dei ghiacciai è iniziata verso la metà del XIX secolo ma ha subito un’accellerazione incredibile nell’ultimo ventennio.
 
E le conseguenze non si limitano solo ad una diminuzione di volume. Ma implicano profondi cambiamenti nell’ambiente d’alta quota, modificando, per esempio, anche gli itinerari alpinistici che, se una volta non presentavano difficoltà, ora risultano più insidiosi.
 
“Frammentazione della fronte del ghiacciaio, collassi di zone laterali, apertura di crepacci giganteschi – spiega Claudio Smiraglia, esperto del Comitato Glaciologico Italiano e ricercatore del Comitato Ev-K²-CNR – sono solo alcune delle conseguenze. A cui possiamo aggiungere la formazione di caverne e di falesie, l’emersione di bozze rocciose, crolli delle morene laterali, l’aumento dei detriti in superficie e la creazione di laghi effimeri di contatto glaciale”.
 
Sul ghiacciaio, nel 1995, era stato realizzato il “Sentiero Glaciologico del Centenario”, uno spettacolare percorso di escursionismo naturalistico ad anello che permetteva di leggere la storia del ghiacciaio osservandone dal vivo l’evoluzione. Oggi – a distanza di un decennio soltanto – l’accesso tradizionale è diventato impossibile e il tracciato dovrà essere parzialmente modificato.
 
Per monitorare queste importanti trasformazioni ambientali, nel 2005 è stata installata qui la prima stazione automatica fissa, che grazie all’osservazione continua permette di conoscere meglio il microclima glaciale e prevedere la sopravvivenza del Ghiacciaio dei Forni. E che sarà una preziosissima fonte di informazioni sulle condizioni meteo e del ghiacciaio in alta quota per alpinisti e scialpinisti che frequentano la zona.
 
Queste due tappe saranno il cuore dell’escursione organizzata per domenica 1 ottobre. Claudio Smiraglia e Guglielmina Diolaiuti, docenti dell’Università degli Studi di Milano e componenti del Comitato Glaciologico Italiano, vi guideranno in questo favoloso viaggio tra presente e futuro dei ghiacci delle Alpi
 
Il ritrovo è alle ore 9.00 all’Albergo dei Forni, Santa Caterina. Attraversando il ghiacciaio, si arriverà alla stazione meteorologica. Poi si salirà la morena del Palon della Mare e si scenderà al Rifugio Branca. L’uscita durerà all’incirca 5 ore e sarà indispensabile un equipaggiamento di alta montagna con piccozza, ramponi e imbragatura.
 
L’iniziativa è organizzata dal Comitato Glaciologico Italiano e dall’AEM spa in collaborazione con numerosi enti, fra i quali il Comitato Ev-K²-CNR, l’Imont (Istituto Nazionale della Montagna), l’Arpa Lombardia, il Parco Nazionale dello Stelvi, il Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico stazione Valfurva.

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