Ambiente

Ghiacciai: c’è chi crolla, c’è chi cresce

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BUENOS AIRES, Argentina — Il Perito Moreno, in Patagonia, crolla e si scioglie in pieno inverno. In California, invece, i ghiacciai del Mount Shasta crescono a vista d’occhio. Sono esterrefatti i glaciologi del mondo di fronte agli strani fenomeni che si stanno verificando sulle terre americane. E per ora, non esistono spiegazioni certe. Anche se tra i principali indiziati c’è, come sempre, il riscaldamento climatico.

E’ allarme caldo in Patagonia, dove nei giorni scorsi si sono verificati pesanti crolli sul ghiacciaio del Perito Moreno. Il braccio del ghiacciaio che attraversa il Lago Argentino, infatti, si sta frantumando pezzo dopo pezzo e, secondo gli esperti, potrebbe sparire completamente entro 72 ore. (Guarda la gallery di immagini).
 
Fenomeno contrario, invece, sul Mount Shasta, cima vulcanica di 4.322 metri nella California settentrionale. Le sue sette lingue glaciali che, secondo una leggenda indiana, sarebbero le orme lasciate da Dio quando scese sulla terra, stanno veramente mostrando qualcosa di anomalo.
 
Sono infatti le uniche, in tutto il territorio americano, ad aumentare in volume e massa. Qualche dato? I ghiacciai più piccoli – Konwakiton, Watkins e Mud Creek – sono più che raddoppiati dal 1950 ad oggi. Il più grande, l’Hotlum Glaciers, è cresciuto di oltre mezzo chilometro quadrato, più o meno nello stesso periodo.
 
Sono molti gli scienziati impegnati a spiegare questo fenomeno. Secondo i ricercatori dell’Università della California, dietro la crescita delle masse glaciali ci sarebbe una fortunata combinazione di fenomeni atmosferici: la vicinanza dell’oceano Pacifico favorirebbe la formazione di aria umida che si tradurrebbe in un aumento delle precipitazioni, nevose in alta quota, in tutta la zona dello Shasta.
 
Niente eccezioni, quindi. Anche qui la temperatura media, negli ultimi decenni, è aumentata come nel resto del mondo. Ma le abbondanti nevicate sulla montagna avrebbero più che compensato la perdita di massa glaciale delle stagioni estive.
 
Secondo quanto riferito dall’Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite, lo stesso fenomeno sarebbe stato osservato anche su alcuni ghiacciai situati in Scandinavia, Nuova Zelanda e Pakistan settentrionale.
 
C’è quindi speranza di un’inversione di rotta nello sciogliemento dei ghiacciai? Purtroppo, pare di no. "La crescita dei ghiacciai dello Shasta è destinata a diminuire di anno in anno – spiega Slawek Tulaczyk dell’Università della California -. Nei prossimi decenni infatti, si prevede un incremento del riscaldamento globale tale per cui l’abbondanza di nevicate nella zona non sarà più in grado di compensare la perdita di massa glaciale dovuta al caldo".
 
Sara Sottocornola

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