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Svizzera: rimpatriati i profughi del Lemma

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BELLINZONA, Svizzera — Dovranno tornare in Ucraina. Questa la laconica sentenza dell’Ufficio federale della migrazione svizzero sul caso della mamma e dei cinque figli scappati in Svizzera per chiedere asilo politico, e trovati il gennaio scorso in difficoltà sulle nevi del Monte Lemma.

La donna, 47 anni, era scappata dall’Ucraina con i suoi cinque figli dai 9 ai 21 anni. A piedi era arrivata fino nel Canton Ticino, con l’intenzione di chiedere asilo politico, ma l’intera famiglia si era dispersa sulle montagne. Per tre giorni e due notti sono sopravvissuti all’addiaccio, a 1.500 metri di quota, nutrendosi di acqua e neve.
 
Grazie ad un radioamatore che ha ascoltato per caso un loro sos lanciato da uno dei figli della donna, la famiglia è stata localizzata e tratta in salvo con l’elicottero. La madre e i cinque figli erano scalzi, mezzi svestiti e quasi assiderati.
 
Ormai è passato qualche mese dal quel rocambolesco salvataggio. Ma è di questi giorni la notizia che i profughi dovranno tornare al più presto nel loro paese. La richiesta di asilo politico presentata dalla donna, infatti, è stata respinta dalle autorità elvetiche.
 
Secondo quanto riferito dalla stampa ticinese, prima di quest’ultima richiesta la donna aveva già presentato due volte domanda di asilo, nessuna andata a buon fine.
 
Sara Sottocornola
 
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