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Arco, il summit degli istruttori Guide alpine italiane

Aggiornamento degli istruttori guide alpine di Arco (foto Ugo Pegurri)
Aggiornamento degli istruttori guide alpine di Arco (foto Ugo Pegurri)

ARCO, Trento – Si è chiusa ieri la due giorni di Aggiornamento istruttori delle Guide alpine italiane, svoltasi ad Arco dal 27 al 28 ottobre. L’evento per la prima volta quest’anno è stato aperto a professionisti internazionali, con la precisa intenzione di incentivare uno scambio di conoscenze ed esperienze fra Guide italiane e straniere. Del collegio Nazionale delle Guide alpine italiane anche la volontà di allargare la comunicazione attraverso il nuovo sito internet, presentato ufficialmente in questa occasione. Il nuovo portale infatti, offre libero accesso a contenuti tecnici didattici e metodologici, con lo scopo di fungere da punto di riferimento tanto per le Guide quanto per chiunque frequenti la montagna.

Le due giornate di Aggiornamento istruttori delle Guide alpine italiane si sono svolte ad Arco tra il 27 e il 28 ottobre, preceduti da un weekend dedicato alla Climbing Marathon a cui hanno preso parte le Guide alpine. L’evento si è aperto con il saluto delle istituzioni: prima dell’Assessore allo Sport del Comune di Arco Marialuisa Tavernini, che ha ricordato lo storico rapporto tra le Guide e le celebri falesie di Arco. Poi di Walter Ferrazza, ex sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Letta con delega agli Affari Regionali e Autonomie e attualmente Sindaco di Bocenago: Ferrazza ha sottolineato la volontà di puntare sul rafforzamento della figura della Guida alpina, come unico professionista della montagna in grado di tutelare per le sue competenze le persone e la montagna stessa.

Quindi si sono aperti i lavori con le introduzioni di Andrea Sarchi, Presidente della Commissione Tecnica Nazionale del Collegio Nazionale Guide Alpine, e di Cesare Cesa Bianchi, presidente del Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane.

“L’Aggiornamento è stato diverso dai soliti – ha spiegato Cesa Bianchi – perché quest’anno abbiamo novità importanti a cominciare dai testi tecnici, che ora sono su supporto informatico, in rete e quindi accessibili a tutti coloro che frequentano la montagna; testi aggiornabili da parte di tutte le Guide alpine italiane e straniere e per questo uno strumento molto flessibile e dinamico. Abbiamo invitato formatori a livello internazionale proprio per sancire questa apertura e la disponibilità dell’Italia a dare il proprio contributo per uniformare il livello tecnico e professionale delle Guide a livello mondiale. Negli anni a venire continueremo su questa linea di apertura, magari con un po’ più di pratica, un po’ più sul terreno”.

L’idea è stata apprezzata e condivisa anche dagli ospiti stranieri, come Reiner Taglinger, Commissario tecnico Germania e responsabile gruppo di lavoro Uiagm.

“E’ molto interessante essere qui all’aggiornamento delle Guide alpine italiane – ha dichiarato Taglinger -. Io faccio parte della Commissione tecnica dell’Uiagm e per noi ha molto valore lo scambio a livello internazionale. È fondamentale per le Guide Alpine condividere pratiche e nozioni relative al nostro lavoro, e naturalmente per farlo non si può che partire dalla formazione degli istruttori che poi formeranno a loro volta le altre Guide. Questa è la prima volta che mi capita di essere invitato in un Paese diverso dal mio, la Germania, a un aggiornamento annuale. E ritengo che questa sia la strada del futuro ai fini della sicurezza e del migliore svolgimento della nostra professione: condividere esperienze, conoscenze e tecniche attraverso scambi più frequenti tra le nazioni”.

Nella serata di lunedì 27 è avvenuta anche la premiazione degli ex istruttori delle Guide Alpine. A consegnare le targhe sono stati Cesa Bianchi e Fausto De Stefani, ospite dell’evento. Il noto alpinista himalaysta ha rievocato con emozione come è nato il suo amore per le montagne e ha sottolineato l’importanza della formazione e delle figure dei formatori.

L’Aggiornamento è stato occasione non solo per discutere di nuove metodologie d’insegnamento delle attività pratiche, ma anche per guardare al futuro delle Guide Alpine nell’ambito del panorama italiano delle professioni di montagna.

“La comunità nazionale, attraverso i propri rappresentanti ha riconosciuto e capito che le Guide alpine non solo accompagnano in montagna, ma anche tutelano l’incolumità di chi va in montagna – ha detto il presidente Cesa Bianchi -. Questa è la ragione per cui siamo stati riconosciuti come ordine e oggi siamo una professione. Come tutte le attività andare in montagna presenta dei rischi, il rischio zero non esiste, ma noi siamo in grado di gestire questi rischi. Capiamo bene le esigenze delle Regioni di sviluppare il turismo, comprendiamo la necessità di creare nuovi posti di lavoro, i bisogni di chi vive la montagna, per questo da tempo ci battiamo per l’apertura di nuove figure professionali, pronti a cedere parte della nostra esclusività che abbiamo per legge sull’accompagnamento e l’insegnamento delle attività in montagna. Ma in cambio chiediamo la tutela e la garanzia del livello tecnico e professionale, vogliamo gestire noi l’organizzazione, la formazione e la gestione di queste nuove professioni. Perché la Comunità italiana ci ha riconosciuto il compito di tutelare l’incolumità di clienti e allievi. In questa direzione va la nostra linea per il futuro”.

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