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Rifugio incendiato riapre a San’Ambrogio

SAN SIMONE, Bergamo — Una corsa contro il tempo, per riaprire entro il ponte di Sant’Ambrogio. Questo l’obiettivo del rifugio di San Simone, Baita del Camoscio, nel cuore delle Alpi Orobie, andato a fuoco lunedì scorso per un incendio.

Le fiamme hanno pesantemente rovinato il grande salone del ristorante, hanno distrutto il bancone, le macchine da bar e cucina e l’impianto elettrico. I muri sono completamente anneriti e il calore dell’incendio ha causato il distacco dell’intonaco della soletta tra il salone e la mansarda.
  
Danni pesanti dunque, ma forse non così gravi da non poterli sistemare entro il weekend di Sant’Ambrogio e l’Immacolata, entro cioè, l’inizio della stagione invernale. O almeno, è quello che tenteranno di fare i gestori del rifugio.
   
"Sarà una lotta contro il tempo – ha detto il gestore della Baita del Camoscio, Renzo Cattaneo, all’Eco di Bergamo – ma contiamo di farcela. Qui siamo nel cuore del comprensorio di San Simone, il rifugio ne è l’irrinunciabile cuore logistico".
   
In molti intanto, stanno aiutando i rifugisti nei lavori di ricostruzione, e anche il supporto morale non manca. "Sono già quasi 200 i messaggi arrivati sul sito web del comprensorio di Brembosuperski – ha aggiunto infatti Cattaneo – Mi incoraggiano e mi incitano a riaprire al più presto possibile".
   
Nel frattempo gli inquirenti continuano a lavorare per scoprire i responsabili dell’incendio, che si pensa di natura dolosa.
 
Foto courtesy of Pieroweb
 
 
 
 
 
 
 
Valentina d’Angella

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