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Lavoro in alta quota e salute: una spedizione studia gli operai sul Monte Bianco

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Aiguille Verte, Monte Bianco (Photo courtesy of Wikipedia.org)
Aiguille Verte, Monte Bianco (Photo courtesy of Wikipedia.org)

MILANO — Un mese di analisi cardiovascolari, respiratorie, ematologiche, neurologiche e vestibolari su una cinquantina di operai che lavorano nei cantieri della nuova funivia del monte Bianco, tra 2.200 e 3.500 metri. La spedizione di ricerca Highcare Alps–Mont Blanc sulle reazioni dell’organismo al lavoro in alta quota, organizzata dall’Università di Milano-Bicocca e dall’Istituto Auxologico Italiano in collaborazione con la l’Azienda USL Valle D’Aosta, è iniziata a fine luglio e si concluderà alla fine di agosto. È la prima volta che un così esteso programma di indagini viene effettuato in un discreto numero di lavoratori a quote così alte.

Gli operai coinvolti nell’indagine sono distribuiti nella stazione di arrivo di Punta Helbronner a 3.500 metri (30 lavoratori) e nella stazione intermedia del Pavillon a 2.200 metri (20 lavoratori), e hanno tutti un’età compresa tra 21 e 58 anni. I soggetti saranno studiati sia a livello del mare sia in quota, “per valutare – spiegano i ricercatori – in primo luogo le risposte di pressione arteriosa, a riposo, nelle 24 ore e durante sforzo fisico e, più in generale, gli adattamenti cardiorespiratori e dell’apparato dell’orecchio interno (otovestibolare) ai quali vanno incontro. Oggi infatti esistono solo pochi dati sulle risposte di pressione arteriosa in persone che per ragioni professionali sono esposte per periodi intermittenti di tempo all’alta quota, né si conoscono a fondo le conseguenze cardiovascolari di questa esposizione. Mancano anche dati sull’effetto dell’altitudine sulla funzione dell’orecchio interno in queste condizioni”.

“Alcune nostre ricerche svolte negli scorsi anni – spiega Gianfranco Parati, ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare del Dipartimento di Scienze della Salute dell’università Bicocca – hanno dimostrato che l’esposizione, sia acuta che prolungata, alla carenza di ossigeno in alta quota induce un aumento di pressione arteriosa sia in volontari sani sia in soggetti affetti da ipertensione arteriosa. Tuttavia, ad oggi, sono pochi i lavori in letteratura che si siano occupati di studiare le modificazioni indotte dall’esposizione lavorativa all’alta quota a livello del sistema cardiovascolare, respiratorio e otovestibolare. Questa ricerca può avere implicazioni interessanti a livello della medicina del lavoro e potrebbe aiutare nella selezione del lavoratore per stabilire non solo il tipo di mansione (più o meno pesante a livello fisico o ad alto o basso rischio infortunistico) ma anche il livello di altitudine a cui è meglio non esporre un soggetto sulla base di caratteristiche cliniche. Ma sarà anche utile a comprendere meglio il ruolo della ridotta disponibilità di ossigeno nel determinare le complicanze di molte e gravi malattie sistemiche. Basti pensare ai pazienti con insufficienza cardiaca: nello scompenso cardiaco, spesso complicato da apnee centrali e ostruttive nel sonno, la ridotta concentrazione di ossigeno nel sangue peggiora la prognosi  e aumenta le complicanze”.

Highcare Alps-Mont Blanc si inserisce nel filone degli studi in alta quota afferenti ad Highcare (High altitude Cardiovascular Research), un progetto scientifico multidisciplinare che studia  i meccanismi di cambiamento e di adattamento del sistema cardiovascolare e respiratorio nei soggetti esposti all’ipossia ipobarica, ovvero a una ridotta disponibilità di ossigeno in alta quota. Le precedenti spedizioni si sono svolte anche sulle Alpi (Monte Rosa nel periodo 2004-2010), sulle Ande nel 2012 e sull’Himalaya nel 2008.

I lavori per la realizzazione della nuova Funivia del Monte Bianco, che collegherà Courmayeur a Punta Helbronner, sono iniziati nell’aprile 2011 e termineranno nel 2015. I lavori sono svolti dal Consorzio Cordée Mont Blanc che ha messo i cantieri a disposizione della spedizione di ricerca.

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