Scienza e tecnologia

Adsl, i comuni di montagna vogliono la banda larga

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CUNEO — La tecnologia come esigenza e la montagna che è stanca di aspettare. E’ la storia di utenti e comuni non raggiunti da Adsl che si stanno organizzando da soli per avere la banda larga, grazie al Wi-Fi.

All’opera ci sono tre tipi di iniziative. Una viene da gruppi di utenti, che si stanno organizzando intorno al progetto Include, appena lanciato dall’associazione Antidigital Divide. Altre iniziative sono promosse da bandi di concorso pubblici, con cui alcune Province italiane stanno incaricando gli operatori di coprire con il Wi-Fi i comuni non raggiunti da Adsl. Ci sono infine anche singole iniziative dei privati: provider che, con il consenso ma senza il sussidio delle amministrazioni pubbliche, stanno installando antenne Wi-Fi in alcune regioni d’Italia. Alcuni di loro hanno già lanciato le prime offerte.
 
Le reti Wi-Fi che stanno portando la banda larga alle zone non raggiunte da Adsl sono formate da due elementi. A monte, c’è un backbone di antenne Wi-Fi con tecnologia hyperlan (802.11a); esteso per decine di chilometri, attraversa le zone che non hanno banda larga su rete fissa.
Il backbone funge da ponte radio, cioè trasporta la banda larga prendendola dalla più vicina area coperta da fibra ottica. Secondo le stime degli esperti, la spesa per coprire 10 km tramite ponti radio è di 100 mila euro; è di 600 mila, invece, se si scava per posare la fibra ottica, cosa peraltro nemmeno ipotizzabile in montagna.
 
Il backbone arriva fino alle porte dei comuni; per entrarci serve un secondo elemento di rete, le antenne Wi-Fi 802.11b o g (il Wi-Fi classico). L’utente vi si può collegare da casa, con un computer dotato di normale scheda di rete Wi-Fi.
 
Elisa Lonini

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