Curiosità

Ermanno Salvaterra e la storia di Mirtillo, capriolo fortunato

Mirtillo
Mirtillo

TRENTO — Chi conosce Ermanno Salvaterra sa che, oltre ad essere uno straordinario scalatore e grande conoscitore di vette patagoniche, è anche un grande amante degli animali. Sulle montagne trentine, dove vive, si prende cura di numerosi esemplari di varie specie: dalle capre ai gatti, e via dicendo. Qualche giorno fa ci ha raccontato questa storia capitatagli di recente: il protagonista è Mirtillo, un capriolo a cui è toccata in sorte una disavventura non eccezionale probabilmente, ma dai risvolti più fortunati di altri.

“I caprioli, in montagna, nascono verso i primi di giugno. Da piccoli sono inodori e la mamma li porta nell’erba alta per nasconderli e accudirli. Purtroppo non si fa molto per far sì che la mamma non stia nei prati al momento dello sfalcio e allora ogni anno, solo nella nostra Provincia di Trento, decine e decine di caprioli vengono uccisi o feriti gravemente.

Ermanno Salvaterra (photo d'archivio Ermanno Salvaterra pagina facebook)
Ermanno Salvaterra (photo d’archivio Ermanno Salvaterra pagina facebook)

Vicino a Trento c’è un centro per il recupero degli animali selvatici, il Casteller. Il fatto è successo mercoledì 18 giugno verso sera a Sant’Antonio di Mavignola. Un contadino sta falciando un prato. L’erba è alta e non vede il capriolo e così lo colpisce. Gli trancia una gamba posteriore. Poco dopo passa di lì un cacciatore che lo raccoglie e lo porta a Pinzolo da un suo collega. Telefona al Casteller ma gli dicono che il piccolo arriverebbe morto. Un Guardiacaccia gli consiglia di rivolgersi a me. Sono ad Arco ad Arrampicare col mio amico Andrea Sarchi. E’ da poco passato mezzogiorno e mi chiama. E’ un ragazzo di Pinzolo, purtroppo cacciatore ma comunque una brava persona e buono.

Ormai il mio pensiero è là e la voglia di arrampicare passa. Verso le 17 sono a casa e subito vado a vedere il piccolo. Visione struggente. In una cassettina di legno con dentro dell’erba e la gamba tranciata su una mensola. Lo portiamo dal veterinario che alla sua vista corruga il volto. Mi dice di vedere se passerà la notte e semmai portarlo la mattina. Notte lunga e triste ma il piccolo è un duro.

Alle 10 sono dal veterinario. Tensione per via dell’anestesia ma arriviamo alla fine. Speriamo. Toglie tutto l’osso fino all’articolazione e molto muscolo che ormai era infetto, Sei giorni di antibiotici ma il giorno dopo comincia a mangiare. Abbiamo la tettarella che va bene a loro e piano piano comincia a mangiare il latte di capra alla giusta temperatura. Poi per due giorni mangia poco. Temiamo l’infezione. E’ magnifico.

Mirtillo
Mirtillo

Lo teniamo in casa vicino al divano. Ogni giorno cambiamo l’assorbente 5-6 volte al giorno. Fa un sacco di pipì ma mangia molto ogni 4 ore. Il suo ultimo pasto verso le due poi si riprende la mattina presto. Quando provava ad alzarsi cadeva e ricadeva ma in poco tempo ha imparato. Ora sembra stia bene. Un paio di volte al giorno lo portiamo fuori insieme alle caprette, al coniglio, agli alpaca. Sul terreno va come un missile. Lo amiamo molto…”.

Ermanno Salvaterra

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