Scienza e tecnologia

Share, occhio elettronico sul clima

piramide everest

ROMA — "Share: l’Italia e il pianeta sotto osservazione per l’inquinamento atmosferico". E’ questo il titolo della conferenza del Comitato Ev-K²-Cnr che si tiene oggi a Roma. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (Isac) del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) che si occupa di monitoraggio climatico, ambientale e geofisico.

Il progetto Share (Stations at high altitude for research on the environment) ha come fine principale la condivisione dei dati riguardanti il cambiamento climatico. Si tratta di una rete per il monitoraggio ambientale in alta quota, già presente, con otto stazioni, in Italia, Nepal, Uganda e Pakistan.

Nei prossimi anni si prevede di estendere il network ad altri paesi. Tutte le stazioni sono installate nei luoghi di montagna, che corrispondono al 24 per cento delle terre emerse e sono i più adatti allo studio della composizione dell’atmosfera, del clima e dei meccanismi di trasporto delle sostanze inquinanti.

Share è stato avviato sotto l’egida di Unep (il Programma ambientale delle Nazioni Unite), Wmo (l’Organizzazione meteorologica internazionale) e Ipcc (il Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici delle Nazioni Unite). Particolare attenzione è dedicata allo studio della "Atmospheric brown cloud” (Abc), vale a dire la "nube marrone" collocata sopra l’Oceano Indiano e il Sudest asiatico ormai da tempo.

Lo studio di questo fenomeno in Himalaya avviene grazie alla stazione di monitoraggio Pyramid (recentemente denominata Nepal climate observatory) posizionata a oltre 5mila metri d’altezza, presso il Laboratorio Osservatorio Piramide sul monte Everest, il laboratorio più alto del mondo.

La altre sette stazioni sono: quella posizionata sul Rwenzori, in Uganda, la prima a coprire l’Africa dal punto di vista del monitoraggio ambientale, quella sul Monte Cimone, denominata "Ottavio Vittori", in Italia, la Pakistan karakorum network, in Pakistan, e quattro punti di monitoraggio in Nepal.

Dalle ricerche effettuate, gli esperti hanno osservato elevate concentrazioni di Black carbon e di inquinanti, sostanze dannose che riscaldano l’atmosfera, come fanno i gas serra, e contribuiscono in modo significativo allo scioglimento dei ghiacci.

Le stazioni di monitoraggio della rete Share hanno registrato con estrema precisione ciò che sta accadendo ed è accaduto finora. Per esempio quella italiana "Ottavio Vittori", situata sul Monte Cimone, in Pianura Padana, ha osservato alte concentrazioni di Black carbon e dust, elementi che alterano la composizione dell’atmosfera e i processi climatici.

Senza contare le emissioni dannose causate dalle attività dell’uomo. Parliamo dell’inquinamento del traffico industriale, degli impianti di riscaldamento e delle attività industriali.

Tra le conseguenze climatiche registrate dalle stazioni di Share, lungo la valle del Khumbu, c’è anche l’aumento della temperatura media di un grado per decade. Naturalmente ciò gioca un ruolo fondamentale sulla dinamica dei ghiacciai.

Questi dati fanno parte anche di in un progetto internazionale Gewex-Ceop (Coordinated and water cycle Oobservation), un sistema di osservazione su scala globale incentrato sui bilanci di energia e acqua.

 Valentina Corti

Guarda il servizio del Tg2 su Share 

Guarda il servizio del Tg3-Leonardo su Share 

 

Biografie e foto dei relatori della conferenza

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