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Cambiamenti climatici e turismo in montagna: si scierà meno e a quote più elevate

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Sci alpinismo (Photo courtesy of Wikipedia.org)
Sci alpinismo (Photo courtesy of Wikipedia.org)

CAMBRIDGE, Gran Bretagna – Come cambieranno gli sport in montagna con l’aumento delle temperature dovuto al riscaldamento globale? Qualche mese fa a Lecco, durante il convegno su montagna e cambiamenti climatici High Summit, lo studioso dell’università di Ginevra Martin Beniston ha delineato uno scenario preoccupante: “Le Alpi dovranno sopportare estati con molti giorni caldi. Per il periodo 2071-2100, i modelli prevedono temperature sopra lo zero anche in inverno e primavera: una temperatura non in grado di mantenere ghiaccio e neve a 2.500 metri”. E le cose non vanno meglio sulle grandi montagne di altre aree del pianeta, tutte afflitte dallo scioglimento dei ghiacciai.

Utilizzando l’ultimo report dell’Ipcc, la Europe Climate Foundation, in collaborazione con due istituti di ricerca dell’Università di Cambridge ha provato ad approfondire gli impatti dei cambiamenti climatici sul turismo, prendendo in considerazione anche come questi fenomeni incideranno sulle attività sportive in montagna.

“L’aumento delle temperature – si legge nello studio – accorcerà la stagione degli sport invernali e minaccerà la possibilità di sopravvivere per alcuni ski resort”, soprattutto quelli alle altitudini più basse. “Precipitazioni nevose variabili, ritiro dei ghiacciai e inverni più miti hanno ridotto le presenze nelle aree dove si praticano sport invernali in Europa e Nord America”. E le cattive notizie riguardano anche l’escursionismo estivo: “Il cambiamento climatico porterà a mutamenti nella biodiversità, impattando sull’eco-turismo”. Se meno persone andranno in settimana bianca, lo studio prevede un aumento di presenze per il cosiddetto “last-chance tourism”, alla scoperta cioè di aree in rapido mutamento, come i Poli.

Ma ci sono delle soluzioni per gli operatori turistici montani? Possono “optare per la neve artificiale, spostarsi a quote più elevate, o promuoversi come destinazioni di vacanze anche in altri periodi dell’anno”. Interventi che però, avvertono i ricercatori, sono efficaci nel breve periodo e in misura limitata: “Gli sciatori preferiscono la neve vera e queste macchine sono costose, consumano molta acqua e non sono adatte per piccoli operatori. E, mentre le temperature continuano a salire, la loro efficacia si riduce”.

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