Alpinismo

Ottomila no grazie. Safin si ridà al tennis

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MOSCA, Russia — Macchè ottomila, è cento volte meglio il solito, piccolo, sicuro campetto di erba sintetica. Il celebre tennista russo Marat Safin, che quindici giorni fa era partito per il Tibet con l’intenzione di scalare il Cho Oyu, ne ha già avuto abbastanza di arrivare al campo base. Senza nemmeno disfare lo zaino, ha voltato i tacchi e se n’è tornato a Mosca.

Aveva deciso di prendersi una vacanza dal tennis e di darsi, per qualche settimana, all’alpinismo e agli spazi sconfinati dell’Himalaya. E, abituato a "giocare" ad alto livello, Safin aveva scelto un obiettivo dei più ambiziosi: scalare un ottomila.
 
Così il 9 settembre aveva preso la via del Cho Oyu, 8.201 metri d’altezza, lasciando detto ai suoi fan – piuttosto perplessi, a dir la verità – di tifare per la Russia nelle imminenti semifinali di Coppa Davis.
 
"Questa esperienza darà ancora più forza e convinzione al mio tennis" aveva detto alla stampa quand’è partito. Alla fine, però, ha dichiarato che per "rafforzarsi" e trovare fiducia gli era bastato il trekking fino al campo base, posto in Tibet a 5.700 metri di quota. Non c’era bisogno di andare fino in cima…
 
La spedizione alpinistica, in realtà, dev’essersi rivelata ben diversa da quanto si aspetta Safin. "Marat si è reso conto che l’alpinismo è una missione seria e difficile e non semplicemente un’avventura" ha commentato di Alex Abramov, capo della spedizione commerciale al Cho Oyu cui Safin si era aggregato.
 
Per comprendere la natura del commento, basti pensare che il tennista russo aveva deciso di partire per scalare un ottomila "approfittando" del fatto che il medico gli aveva ordinato 6 settimane di riposo per guarire da un insistente dolore al polso sinistro.
 
Ora, comunque, il tennista è ripartito per Mosca, dove lo attendono la nazionale russa, i fan e soprattutto la cara, vecchia racchetta. Con ogni probabilità, la sua intenzione è quella di ritornare in campo proprio per la finale di Coppa Davis – la Russia, alla fine, si è qualificata -, in programma per il 30 novembre contro gli Stati Uniti.
 
Safin, 28 anni, ha vinto due tornei del Grande Slam (lo US Open nel 2000 e l’Australian Open nel 2005) e ben 5 tornei Master Series (Toronto nel 2000, Madrid nel 2004 e Parigi, nel 2000, 2002 e 2004). Ma di certo non vincerà la palma dell’alpinista più temerario…
 
Sara Sottocornola

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