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Alpi, modello per le energie rinnovabili

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SAINT-VINCENT, Aosta — Le nostre Alpi possono diventare un modello di sviluppo sostenibile, di fronte all’emergenza climatica. La Cipra (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi), ci crede. Ed è riunita in questi giorni a Saint Vincent per definire delle tattiche concrete da adottare in tema di energie rinnovabili e risparmio energetico.

Le regioni alpine hanno grandi possibilità, e sono assolutamente in grado di conciliare esigenze ecologiche e sviluppo economico. Insomma, è ora che lo sviluppo sostenibile della montagna guardi oltre il trattato di Kyoto, iniziando a definire delle strategie concrete per il futuro.
 
E’ di questo che i rappresentanti istituzionali dei Governi delle regioni alpine stanno discutendo a Saint Vincent, durante il convegno organizzato dalla Cipra che durerà fino a sabato 22 settembre.
 
Il convegno farà il punto sullo stato della produzione dell’energia rinnovabile, evidenziando le potenzialità e i limiti ambientali, tecnologici ed economici dei nuovi sistemi: da quello solare a quello idroelettrico, eolico, biotermico e delle biomasse.
 
Ma il presupposto essenziale per il cambiamento resta la limitazione del consumo energetico attuale. L’edilizia resta il settore in testa per il consumo di energia e qui si dovrà intervenire per ottenere risultati consistenti.
 
Solo percorrendo entrambe le strade si potrà far fronte ai cambiamenti climatici. E, secondo la Cipra, le regioni alpine hanno tutte le potenzialità per raggiungere entrambi gli obiettivi in modo esemplare.
 
Il dibattito, durante il convegno, unirà la prospettiva ecologica a quella economica, nel tentativo di trovare soluzioni pratiche e attuabili. Nel corso di questi tre giorni verranno esposti anche i progetti relativi alle "buone pratiche" di tutti i giorni: dall’iniziativa "Casaclima" della provincia di Bolzano, alla costuziine del rifugio alpino "lo Schiestlhaus", in Stiria, secondo i criteri della casa passiva.
Candida Cereda

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