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Prime cime sugli 8000: Hamor, Colibasanu e Ionescu in vetta allo Shisha Pangma

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Justin Ionescu, Horia Colibasanu e Peter Hamor al Lhotse nel 2013 (Photo Horia Colibasanu - www.barrabes.com)
Justin Ionescu, Horia Colibasanu e Peter Hamor al Lhotse nel 2013 (Photo Horia Colibasanu – www.barrabes.com)

LHASA, Tibet — Peter Hamor, Horia Colibasanu e Justin Ionescu sono arrivati in cima allo Shisha Pangma il 30 aprile 2014 alle 11:30 del mattino ora nepalese. I tre alpinisti hanno scalato senza ossigeno seguendo nella parte finale la via di Inaki Ochoa: la loro sarebbe la prima vetta della stagione. L’1 maggio sono ridiscesi dal campo 3 al campo base: poi si sono spostati al versante nord dell’Everest, che vorrebbero salire a quanto pare da una nuova via.

La notizia è data dal sito di Peter Hamor, noto nome dell’alpinismo himalayano, anche per aver fatto parte della storica cordata dei “Tres Pedros” con i polacchi Piotr Pustelnik e Piotr Morawski e nella salita del difficile East ridge dell’Annapurna del 2006. L’alpinista slovacco e i compagni rumeni Horia Colibasanu e Justin Ionescu sono partiti dal campo base il 28 aprile, dormendo a campo 2. Hanno raggiunto il campo 3 il 29 aprile e sono infine arrivati il giorno dopo in vetta alla cima principale dello Shisha Pangma alto 8027 metri.

I tre hanno salito nel tratto finale della salita la via aperta in solitaria dal basco Iñaki Ochoa de Olza nel 2006. L’1 maggio, mentre i tre scendevano da campo 3 al base, altri alpinisti andavano in vetta: così, secondo Explorersweb, l’iraniano Azim Gheichisaz, che con lo Shisha Pangma arriva a quota 13  ottomila. Stando al sito americano, gli mancherebbe ora solo il Lhotse per completare la collezione e diventare il primo iraniano “re degli ottomila”.

In salita allo Shisha Pangma (Photo horiacolibasanu.com)
In salita allo Shisha Pangma (Photo horiacolibasanu.com)

Per Hamor invece, lo Shisha Pangma è stato il 12esimo ottomila, mentre per Colibasanu dell’ottavo. Entrambi gli alpinisti, come si legge sul sito di Hamor, si sono spostati ora all’Everest versante tibetano, per un nuovo ambizioso progetto: l’idea sarebbe quella di salire da una nuova via scalando in stile leggero e veloce, senza campi fissi, ossigeno e portatori. Gli alpinisti sono arrivati ieri al base.

“Peter torna sul posto dopo 18 anni – si legge sul blog di Hamor – per scoprire che niente è cambiato. Il tempo è piuttosto ventoso sul versante nord dell’Everest al momento, e quindi il team rimane in attesa di una finestra di bel tempo”.

Info www.peterhamor.com

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