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Tragedia all’Everest, Da Polenza: non è questione di clima, ma di statistica

Agostino Da Polenza all'Everest
Agostino Da Polenza all’Everest

BERGAMO — Non c’entra nulla il cambiamento climatico globale. C’entra la forza di gravità, ma questa é ineludibile e c’era prima del clima e di certo dell’alpinismo. C’entra la statistica: se i crolli di seracchi e le valanghe sono eventi naturali e periodici, é l’aumento del numero e dei tempi di esposizione ad essi da parte degli alpinisti che é aumentato enormemente e non bisogna essere matematici per affermare che evidentemente la possibilità in generale di incidenti aumenta, e di incidenti più gravi perché le persone concentrate in potenziale pericolo sono di più.

Io poi, come dice Verza, non sono certo che quella contro la “spalla” dell’Everest sia la salita più sicura in questo tratto di accesso alla grande montagna. Al centro dell’Icefall o addirittura più verso il Nuptse, a destra guardando dal basso, potrebbe essere individuato un percorso meno esposto alla caduta di valanghe e ghiaccio. Ma é solo un’ipotesi. Di certo gli alpinisti, e questi sherpa che lì lavoravano sono ottimi alpinisti, privilegiano i percorsi noti.

Fatalità essere lì in quel momento. L’alta montagna, ancorché ritenuta addomesticata, è come lo yak che vi pascola, apparentemente goffo e mite ma sempre pronto ad uno scatto e ad un’incornata.

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