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Fusione dei ghiacci artici sempre più rapida? La soluzione è nei fiumi

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Uno dei canali della parte centrale del delta del fiume Mackenzie fotografato a distanza di un giorno durante la fusione dei ghiacci durante la primavera (Photo Lance Lesack courtesy of Simon Fraser University)
Uno dei canali della parte centrale del delta del fiume Mackenzie fotografato a distanza di un giorno durante la fusione dei ghiacci durante la primavera (Photo Lance Lesack courtesy of Simon Fraser University)

BURNABY, Canada — La fusione dei ghiacci nel Polo Nord sta diventando sempre più rapida a causa del riscaldamento globale. Eppure i fiumi artici canadesi, a differenza di quelli russi, non hanno aumentato la propria portata d’acqua nonostante l’aumento dello scioglimento dei ghiacci. Una recente ricerca ha indagato il fenomeno.

Il riscaldamento globale e l’aumento delle temperature stanno influenzando il ciclo dell’acqua, costringendo sempre maggiori quantità di ghiaccio a sciogliersi, aumentando così i livelli di acqua in fiumi, laghi, mari ed oceani. Questo fenomeno è allarmante in particolare nelle zone polari, ma alcuni scienziati si sono resi conto che i fiumi artici canadesi non hanno aumentato la loro portata così come quelli russi.

Un team di ricercatori della Simon Fraser University ha quindi preso in esame il fiume Mackenzie, fiume artico della regione canadese della Columbia Britannica, che resta ghiacciato da ottobre a maggio. Gli scienziati hanno analizzato tutti i dati del corso d’acqua degli ultimi 50 anni e i risultati della ricerca sono stati pubblicati recentemente su Geophysical Research Letters.

Nel periodo primaverile, in cui il ghiaccio del fiume Mackenzie normalmente si fonde, le temperature sono aumentate di 3,2 gradi Celsius. Le temperature più alte in primavera, e non in inverno, sono quindi responsabili dello scioglimento sempre più rapido. Per quanto riguarda la minor portata d’acqua, essa è causata da due fattori: le scarse nevicate durante l’inverno e lo spessore dei ghiacci sempre più sottile. Questa ricerca è però incentrata solo a livello locale, ma può essere un buon punto di partenza per studiare il fenomeno dello scioglimento dei ghiacci artici in altre zone del Pianeta.

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