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Reperti bellici spuntano dai ghiacci

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TRENTO — Reperti bellici, trincee e resti umani. Insieme alla spazzatura, il ritiro dei ghiacci sulle montagne trentine sta riportando a galla le tracce della Grande Guerra. Questi gli straordinari risultati delle operazioni di bonifica che si stanno svolgendo tra le cime della Marmolada e dell’Adamello.

La bonifica dei ghiacciai sulle montagne trentine non serve solo a eliminare la sporcizia per salvaguardare il patrimonio ambientale, ma anche a far riemergere i reperti bellici della Grande Guerra. Protetti dai ghiacci per quasi un secolo, tornano ora alla luce numerose tracce di un passato, tanto drammatico quanto importante da ricordare.
 
I ghiacciai trentini sono stati i silenziosi e impeccabili custodi delle memorie della Guerra del ’15 -’18, che sulle Alpi ha vissuto uno dei suoi fronti più sanguinosi. Marmolada, Adamello-Presanella, Vioz-Cevedale: questi i luoghi delle battaglie in cui hanno perso la vita migliaia di soldati, italiani e austriaci.
 
Le operazioni di bonifica sono in corso in realtà già da alcuni anni. Dopo quelle del 1997 e del 2000 a fine luglio di quest’anno è iniziata la terza campagna di bonifica attorno alle cime del Corno di Cavento del Carè Alto e nella sottostante zona dei Pozzoni, nel Gruppo dell’Adamello.
 
Nel giro di un mese sono stati portati a valle centinaia di quintali di rifiuti emersi in seguito al ritiro dei ghiacci. Ma tra la tanta sporcizia, numerosi sono stati anche i resti bellici: 30 bombe inesplose, baraccamenti, armamenti, trincee ed anche resti umani.  
 
Le attività di bonifica sono gestite da un gruppo eterogeneo di istituzioni: dagli enti locali, alla Sopraintendenza per i beni culturali, dalla Protezione Civile alle Guide Alpine. Anche gli escursionisti sono invitati a collaborare all’iniziativa, segnalando eventuali reperti incontrati sulle montagne.
 
 
 
Valentina d’Angella

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