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Africa, i ghiacciai del Monte Stanley potrebbero sparire in 20 anni

La vetta del Monte Stanley con due dei ghiacciai presenti sulla montagna: Stanley Plateau Glacier a sinistra e Margherita Glacier a destra (Photo courtesy of Wikimedia Commons)
La vetta del Monte Stanley con due dei ghiacciai presenti sulla montagna: Stanley Plateau Glacier a sinistra e Margherita Glacier a destra (Photo courtesy of Wikimedia Commons)

FORT PORTAL, Uganda — Un recente reportage dell’Afp, l’agenzia di stampa francese, ha richiamato l’attenzione sulla salute dei ghiacciai africani. In particolare il nuovo studio si è concentrato sulle condizioni del monte Stanley nel gruppo del Rwenzori, dove i ghiacciai si starebbero sciogliendo ad un ritmo “inquietante”: il timore infatti, è che possano sparire entro 20 anni.

Il Monte Stanley è alto 5109 metri e questo fa della montagna la terza più alta di tutto il continente africano. É situato sul confine tra Uganda e Repubblica Democratica del Congo e fa parte della catena montuosa del Rwenzori. Negli ultimi anni sono molte le ricerche e le spedizioni compiute su questa catena per valutare la situazione dei ghiacciai, che si sta facendo via via sempre più preoccupante. Tra le altre anche quelle italiane portate avanti da EvK2Cnr, che proprio un anno fa ha installato una stazione meteoclimatica a 4750 metri di quota, alla base del ghiacciaio sommitale della montagna, il ghiacciaio Margherita.

Sull’Agence France-Presse (Afp) è comparso negli scorsi giorni un reportage di Peter Martell che ha evidenziato quanto sia grave la situazione. Cinquanta anni fa il ghiaccio sul Monte Stanley si trovava al campo dell’Elena Peak, da cui si iniziava la scalata per le varie vette del complesso montuoso. Ora da quel punto è necessario salire oltre un ora per trovare i primi tratti ghiacciati.

Uno scioglimento il cui ritmo è definito “inquietante” e che di questo passo potrebbe portare ad una scomparsa totale entro 20 anni. Gli alpinisti e le guide alpine della zona, intervistati dal giornalista, hanno evidenziato inoltre come il ghiaccio si sta riducendo anche alle quote più alte, causando problemi durante il raggiungimento delle vette e il timore che in futuro le vie alpinistiche possano essere completamente cancellate.

“I ghiacciai che si sciolgono cono un altro segnale d’allarme dell’incapacità dell’uomo di contenere il cambiamento climatico e le sue conseguenze negative” ha dichiarato Luc Hardy, esploratore franco-americano parte di Pax Artica, un’organizzazione che promuove la consapevolezza dell’impatto del cambiamento climatico. Hardy ha condotto nel mese di gennaio una spedizione sullo Stanley e ha aggiunto che “lo scioglimento di questo ghiacciaio africano è un’enorme minaccia anche per le popolazioni locali che dovranno far fronte alla diminuzione di forniture idriche”.

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