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Nanga: Klonowski torna a casa per la nascita del figlio, Moro e Goettler a campo 1

Simone Moro a Campo 1 (Photo - The North Face - Pagina Facebook Emilio Previtali)
Simone Moro a Campo 1 (Photo – The North Face – Pagina Facebook Emilio Previtali)

ISLAMABAD, Pakistan — Marek Klonowski ha lasciato nei giorni scorsi il campo base del Nanga Parbat per tornare in Polonia e assistere la compagna prossima al parto, in anticipo rispetto alle previsioni. L’alpinista, al suo quarto inverno sulla montagna, doveva essere uno dei 4 polacchi che proveranno a compiere la prima invernale della storia dell’ottomila. Nel frattempo sulla parete Rupal continua l’acclimatamento e la preparazione per il tentativo di Simone Moro e David Goettler: i due sono attualmente a campo 1, dove sono ridiscesi dopo aver battuto traccia fino a quota 5900 metri.

Gli aggiornamenti arrivano puntuali direttamente dalla pagina Facebook di Emilio Previtali, attualmente al campo base del Nanga Parbat. Secondo quanto raccontato dall’alpinista freerider bergamasco e confermato da Jacek Teler ad Explorersweb, Marek Klonowski ha lasciato il campo base della Rupal alla fine della settimana scorsa e ha preso la strada di casa per tornare dalla sua compagna prossima a partorire. Prima la famiglia evidentemente, sebbene quella di quest’anno fosse per il polacco la sua quarta spedizione invernale al Nanga.

Marek Klonowski  (Photo archivio nangadream.blogspot.it)
Marek Klonowski (Photo archivio nangadream.blogspot.it)

Precedentemente infatti, aveva compiuto due tentativi dal versante Diamir, mentre l’anno scorso era sulla Rupal insieme a Tomek Mackiewicz (il quale, quest’ultimo, arrivò da solo a quota 7400 metri). Il team di salita rimane pertanto composto da Mackiewicz, Jacek Teler e Paweł Dunaj, mentre Michał Dzikowski e Michał Obrycki non proveranno la scalata, ma faranno da supporto agli altri 3.

Prima di andarsene Klonowski ha anche fatto in tempo a lasciare alla spedizione The North Face il suo drone: un “mini-elicotteri con quattro eliche sotto al quale si può montare una piccola telecamerina GoPro o Garmin e cercare di fare delle belle immagini aeree” – per descriverlo con le parole di Previtali. Pertanto, nei giorni di attesa al campo base della Rupal, gli alpinisti hanno potuto cimentarsi anche con le riprese aeree.

Poi però ieri Simone Moro e David Goettler si sono rimessi in marcia e sono partiti per campo 1.

“David e Simone erano diversi ieri – scrive Previtali su Facebook -, due veri compagni di cordata. E’ stata la prima volta che li ho visti così. Nei loro gesti, nella organizzazione e nella preparazione personale prima della partenza non solo si intravedeva l’esperienza individuale, rivelata da azioni elementari eseguite migliaia di volte che rivelano tutta la bellezza e la naturalezza del loro essere alpinisti. Ieri si vedeva il pensare insieme, di Simone e David. Il coordinarsi. Il guardarsi e il capirsi con una occhiata, con un gesto, senza bisogno di aprire bocca. Simone e David prima di venire qui al Nanga erano andati in montagna insieme soltanto poche volte. Adesso, dopo i primi giorni, dopo le salite di acclimatamento, dopo le risate e i silenzi che ci siamo fatti andando su per il ghiacciaio, dopo quel mettere i piedi uno nella traccia dell’altro, a comando alternato verso il primo campo, Simone e David sono finalmente diventati uno. Una cordata. Forte”.

David Goettler e Simone Moro in partenza dal campo base (Photo Emilio Previtali - The North Face)David Goettler e Simone Moro in partenza dal campo base (Photo Emilio Previtali - The North Face)
David Goettler e Simone Moro in partenza dal campo base (Photo Emilio Previtali – The North Face)

La scorsa notte Moro e Goettler l’hanno quindi trascorsa a campo 1, vale a dire intorno a quota 5100: oggi hanno proseguito verso campo 2 (che sarà posizionato a circa 6100 metri di altitudine), battendo traccia fino a quota 5900. Quindi hanno lasciato un deposito intermedio e sono ridiscesi a campo 1, dove si trovano in questo momento. Ricordiamo che la parete Rupal è la più alta del mondo, dal momento che il campo base si trova solo a quota 3600 metri.

 

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