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Wwf contro la caccia allo stambecco

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AOSTA — Riapre la caccia allo stambecco in Val d’Aosta. Il Wwf si oppone e sottolinea l’importanza della specie alla luce dell’avvistamento di Fiocco di Neve, lo stambecco bianco.

E’ il caso dell’esemplare albino avvistato nei giorni scorsi a riaprire la questione della caccia allo stambecco. Il gruppo locale del Wwf, forte della risonanza che l’avvenimento ha avuto, rimette in discussione la decisione della Giunta regionale di un ridimensionamento della popolazione degli stambecchi, che si inserisce in un piano generale della gestione della fauna.
 
La presenza dello stambecco in Val d’Aosta dal 1999 ad oggi è quasi raddoppiata. Questo dato ha spinto la Giunta regionale ad attivare un piano di "prelievo selettivo" della specie. Secondo quanto sostenuto anche dall’Ufficio Nazionale per la Fauna Selvatica, la decisione mira a salvaguardare l’ecosistema locale. Inizialmente, il prelievo sarà limitato a un centinaio di capi.
 
Ma si prevede anche la possibilità di arrivare all’abbattimeno del 5-7 per cento della popolazione totale.
 
Il Wwf sottolinea però che è necessario un cambio di prospettiva. Fino ad ora l’animale è stato considerato solo come una risorsa per la caccia e come potenziale danno per l’agricoltura. In realtà – sostiene l’organizzazione ambientalista -, sarebbe più utile valorizzare la presenza dello stambecco come "valore aggiunto per l’economia", una nuova fonte d’attrazione turistica. Il caso dell’esemplare bianco, infatti, ha valorizzato l’immagine della regione, proprio all’apertura della stagione turistica estiva.
 
 
Candida Cereda

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