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Donne e lavoro in montagna: e se si andasse verso il ripopolamento?

Donne e lavoro in montagnaTRENTO — La crisi mondiale degli ultimi anni ha spinto molte persone a riconsiderare, nello sviluppo della propria vita professionale, il recupero di mestieri perduti. E se nella prima Rivoluzione industriale le campagne si svuotavano per riempire gli agglomerati urbani, oggi si sta originando un fenomeno opposto, magari minoritario, ma di crescente interesse: il ripopolamento delle zone montane, detto anche “neoruralismo”, con l’avviamento di attività legate alla tradizione. E’ un fenomeno crescente legato soprattutto alle donne: ma che opportunità, futuro, finanziamenti, condizioni ci sono? Se ne parla sabato 30 novembre a Trento, al convegno “Donne e lavoro in montagna” promosso dall’Accademia della Montagna del Trentino.

Allevamento e agricoltura, per fare due esempi tipici, stanno tornando settori appetibili, sia per la possibilità di ricavi e redditi in un momento di depressione economica, sia per la prospettiva di una vita più a contatto con l’ambiente naturale. Ma anche l’artigianato di montagna, o il settore dell’accoglienza stanno vedendo un ritorno, sia con forme legate alla tradizione che con modalità creative e innovative.

In questo panorama di profondo e radicale mutamento economico e sociale si inserisce la situazione lavorativa delle donne, il cui tasso di occupazione a livello nazionale non raggiunge, secondo dati Istat, il 50%, trovandosi cioè 12 punti percentuali sotto la media Ue. Eppure i dati del Rapporto Istat 2013 ci dicono anche che sempre più donne, rispetto al passato, sono in cerca di lavoro. Nel 2012 le donne che lavorano sono aumentate di 110mila unità rispetto al 2011. Su dieci persone che “escono” dall’inattività, sette sono donne, anche a causa di nuove strategie familiari per affrontare le ristrettezze economiche indotte dalla crisi.

Ecco dunque che in questo quadro di trasformazione del tessuto produttivo la montagna assume una valenza del tutto nuova, rispetto al recente passato. E diventa, per le donne, una sfida a conciliare tradizione e nuova creatività, per reinventarsi un futuro che sappia andare oltre la crisi della modernità.

Accademia della Montagna del Trentino ha deciso di raccogliere questa sfida, e di esplorarne a fondo opportunità, implicazioni e rischi, in un convegno che metterà a confronto amministratori, tecnici, associazioni di categoria, e testimonianze dirette di donne che hanno scelto di fare della montagna il proprio futuro.

Il convegno “Donne e lavoro in montagna, Creatività Competenza Innovazione Tradizione” (Trento, sabato 30 novembre 2013, ore 9 – 17, Sala del Consorzio dei Comuni, via Torre Verde 23) cercherà di fare il punto della situazione per quanto riguarda l’imprenditoria femminile in montagna, nella radicata convinzione che solo con una lucida conoscenza e comprensione dei fenomeni in atto sia possibile dare il via a buone pratiche, e a percorsi di trasformazione che portino frutti duraturi.

“Della montagna si ha talvolta un’idea astratta: la si pensa in termini folkloristici o retorici, si tende a idealizzarla o a considerarla un’opportunità di evasione – dice Annibale Salsa, Presidente del Comitato Scientifico di Accademia della Montagna del Trentino -. In realtà dietro a questa apparenza c’è ben altro: c’è la sfida di un territorio fragile sottoposto al rischio della marginalità. Una marginalità che è tale solo quando la montagna viene dimenticata, quando prevale la cultura della resa. Ma mai come in questo momento per le Alpi, per la Montagna, le condizioni di cambiamento ci sono tutte: la crisi economica, le nuove tecnologie, il ritorno al settore primario… per la Montagna è tempo di un nuovo Rinascimento.”

Ecco dunque perché il convegno di Trento cercherà di mettere in evidenza luci e ombre del delicato e impegnativo processo di scelta messo in atto dalle donne che scelgono la montagna quale campo di attività: perché essere ben consapevoli delle implicazioni concrete delle proprie scelte è un passo fondamentale per raggiungere il successo. E perché una chiara conoscenza di leggi, incentivi, azioni a sostegno dell’imprenditoria femminile di montagna messe in campo da istituzioni, enti e associazioni europei, nazionali e provinciali può fare un grossa differenza pratica, per le donne che ogni giorno si confrontano con le sfide che la scelta fatta propone loro.

Accademia della Montagna si propone infine, attraverso una obiettiva indagine dello stato dei fatti per quanto riguarda l’imprenditoria femminile in montagna, di fornire nuovi strumenti di scelta agli amministratori che proprio ora stanno dando vita al nuovo Governo Provinciale, accompagnandoli, nelle scelte dei prossimi cinque anni, in un percorso di sempre maggiore valorizzazione e sostegno delle attività delle donne che scelgono questo difficile e affascinante terreno quale proprio percorso di vita.

 

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Info e iscrizioni: www.accademiamontagna.tn.it

 

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