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In meno di 100 anni l'Antartide occidentale potrebbe collassare

Parte della costa dell'Antartide Occidentale (Photo Vincent van Zeijst courtesy of Wikimedia Commons)
Parte della costa dell’Antartide Occidentale (Photo Vincent van Zeijst courtesy of Wikimedia Commons)

PISA — “In meno di cento anni la temperatura globale aumenterà di 5 gradi e la calotta polare dell’Antartide occidentale potrebbe collassare” questa l’affermazione di Fabio Florindo, ricercatore dell’Ingv, durante Geoitalia 2013, forum nazionale delle Scienze della terra che si sta tenendo in questi giorni a Pisa. Questo “collasso” provocherebbe un aumento del livello degli oceani e una perdita di enormi quantità di acqua dolce.

Terminerà quest’oggi a Pisa, Geoitalia 2013, il IX Forum Italiano di Scienze della Terra “Le Geoscienze per la Società”. Si tratta di un evento importante per la comunità scientifica italiana e internazionale in cui i ricercatori si confrontano nei vari ambiti di studio riguardanti il nostro pianeta dalla Paleoclimatologia alla Geochimica. Tra i vari interventi sono emersi i risultati di una ricerca del progetto internazionale Antarctic geolocical drilling (Andrill) illustrati a Geoitalia da uno dei ricercatori Fabio Florindo, dirigente di ricerca del l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Nell’ambito del progetto sono state effettuate delle perforazioni nel ghiaccio dell’Antartide al fine di studiare gli effetti del riscaldamento globale sul continente e comprendere come si potrebbe evolvere la situazione nei prossimi decenni.

I sedimenti che si trovano in Antartide sono un “archivio naturale” dell’evoluzione climatica avvenuta nel continente. I ricercatori si sono concentrati soprattutto sui sedimenti risalenti al periodo del Pliocene inferiore, ovvero a circa 7 milioni di anni fa. “É emersa una profonda similitudine – ha affermato Florindo – tra quanto accadde in quel periodo e quanto sta accadendo oggi, ma una differenza c’è ed è importante. Qualora le cose non dovessero cambiare, in un secolo accadrà quanto all’epoca accadde in milioni di anni.” Una delle ultime proiezioni attuate dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) indica infatti che entro il 2100 la temperatura sarà simile o superiore a quella presente sulla Terra 40 milioni di anni fa, quando la calotta di ghiaccio che ricopre l’Antartide non era ancora formata.

“Qualora dovessimo continuare ad emettere molta CO2 in atmosfera – ha concluso Florindo – entro il 2100 potremmo avere un innalzamento della temperatura globale di 5 gradi e la calotta polare dell’Antartide occidentale potrebbe collassare. Come conseguenza di questo, il livello globale degli oceani aumenterebbe di alcuni metri. Senza tenere conto, anche se non è un problema immediato, che stiamo perdendo enormi quantità di acqua dolce, per ora sotto forma di calotte di ghiaccio ai poli.” Già negli ultimi anni la zona occidentale dell’Antartide si è mostrata maggiormente sensibile alle variazioni del clima. Il progetto Andrill continuerà le sue ricerche e i dati raccolti saranno utilizzati dall’Ipcc per la prossima proiezione che potrà confermare o smentire le previsioni a cui sono giunti i ricercatori.

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