Alpinismo

I Ragni di Lecco bandiscono l’ossigeno

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LECCO — "Le salite con ossigeno dei candidati ad entrare nei Ragni saranno cassate d’ufficio. Lo stesso vale al premio Grignetta d’Oro. E chiederò che il Cai Lecco rifiuti il patrocinio di spedizioni che prevedano l’uso di ossigeno". Con un duro e motivato intervento, il presidente dei Ragni di Lecco Alberto Pirovano prende posizione sulla questione ossigeno – doping. E non a parole, ma con i fatti.

L’inchiesta sull’ossigeno, portata alla ribalta da Montagna.tv nei giorni scorsi, sortisce i primi effetti. E dà una scossa a un mondo, quello dell’alpinismo, spesso popolato da censure e ipocrisie. Dopo le opinioni in libertà, a passare ai fatti è il presidente di uno dei gruppi alpinistici più prestigiosi d’Italia.
 
"Ho seguito in questi giorni l’inchiesta sull’ossigeno – attacca Pirovano – e devo dire che, in alcuni momenti (ma solo per poco) sono stato preso dallo scoramento. Conosco quasi tutti gli alpinisti che hanno espresso un parere e conoscono come la pensano veramente.
 
In alcuni casi ho avuto l’impressione che fosse impossibile che certe parole fossero state proferite dal personaggio a cui sono attribuite. Ma non ho dubbi sull’autorevolezza del portale e sulla professionalità di chi ci lavora, quindi qualcosa non torna… Da Polenza lo chiama “leccaculismo mediatico”. Da noi, certi personaggi, si chiamano “paraculi”, Dante li chiamava gli “ignavi” e li condannò ad inseguire inutilmente un vessillo bianco, nemmeno degni di varcare le porte dell’Inferno. Quelli dei distinguo, dei "sì ma", dei "no forse".
 
"Senza ‘sociologizzare’ – sostiene il numero uno dei Ragni – è indubbio che anche in montagna, come Da Polenza ha sempre sostenuto, sono presenti le meschinità della vita quotidiana. E questa è l’epoca della non posizione, del non schieramento. Ecco allora che chi prende una posizione propria, anche se lo fa con coerenza da anni, è un nemico da combattere. Non per l’idea espressa, che eventualmente sarebbe da criticare con altre idee (ma pensare è faticoso), bensì per il semplice fatto di avere il coraggio di dire il proprio pensiero".
 
"E’ un brutto meccanismo quello dell’omologazione – spiega il presidente dei Ragni – a cui, purtroppo, nessuno di noi è completamente immune. E allora si leggono dichiarazioni contro ogni aiuto artificiale e poi, per incassare dagli sponsor, ci si presenta come plurisalitori della montagna più alta del mondo (e l’ossigeno?). Si fanno conferenze stampa di presentazione di spedizioni “ecologiche”, “sostenibili”, “sportive” e contemporaneamente ci si preoccupa delle forniture di bombole, degli erogatori".
 
"Ma, come scrivevo prima, lo scoramento mi dura poco – spiega Pirovano -. Sì perché gli alpinisti con gli attributi ci sono ancora. Mi fa piacere che Da Polenza abbia messo ai primi posti nella lista delle tue nostalgie quattro Ragni noti anche per il carattere poco incline al compromesso, come lui e come me, ma oggi i loro eredi esistono".
 
"Magari sono meno rumorosi, magari meno comunicativi, spesso rifiutano l’idea di essere accomunati a questi grandi, ma comunque ci sono. Certo probabilmente non farebbero quello che fece "Miro" (Casimiro Ferrari) a Trento ritirando la Genziana per il film sulla salita al Torre allorché dichiarò sul palco, davanti al suo avversario Maestri (badate bene, non nemico), “noi saliamo le montagne che sappiamo salire non quelle che vogliamo” provocando la reazione del pubblico tridentino al limite della rissa".
 
"Ma la loro carriera – continua il presidente dei Ragni – limpida ed indiscutibile parla più di tante dichiarazioni. Sono i Panzeri, capaci di piangere quando un giornalista distratto riporta un uso dell’ossigeno per pochi minuti mettendo in dubbio un’onestà indiscutibile. Sono gli Unterkircher, quei modesti che alla partenza per la prima esperienza himalayana chiedono consigli come farebbe un trekker alla prima uscita e poi tornano a casa con Everest e K2 senza ossigeno. Sono i Mondinelli, capaci di tacere davanti alle storture e alle dichiarazioni, quantomeno lacunose di qualche collega sovrastimato, per paura di far male all’immagine dell’alpinismo. E ce ne sono tanti altri: Daniele Bernasconi, Romano Benet, Luca Vuerich, Giulio Maggioni…".
 
"Quello che intristisce è la mancanza di pubblicità delle idee di queste persone, addirittura il rifiuto ad apparire, proprio per paura di essere confusi con quei personaggi che Da Polenza – ed io con lui – critica nel suo editoriale. Allora tocca un po’ a noi, personaggi fuori da un coinvolgimento diretto, ma con “le mani in pasta” lavorare perché le cose cambino.
Non ho ricette, ma qualche piccola idea mutuata dal passato sì. I greci introdussero l’ostracismo, l’esclusione dalla vita sociale, ecco dovremmo partire da qui".
 
"Per quanto concerne il gruppo Ragni, sarà formalizzato quanto sinora in uso: le salite con ossigeno dei candidati ad entrare nei Ragni saranno cassate d’ufficio, stessa cosa per le attività da proporre al Grignetta d’Oro. Alla prossima assemblea del CAI Lecco presenterò una mozione affinché la sezione rifiuti il patrocinio (e quindi la riduzione sui costi di assicurazione) di spedizioni che prevedano l’uso di ossigeno".
 
"Spero che possa essere un esempio anche per le altre sezioni, una piccola spinta per mettere in moto altri. Altre iniziative, con la collaborazione di gruppi “amici” sono in preparazione.  Su questo tema Da Polenza sappia che la disponibilità del gruppo di cui è socio è massima, in questo senso siamo pronti a valutare, ed eventualmente a promuovere, ogni iniziativa che gli sembrerà opportuna".
 
"Da Polenza – conclude Pirovano – sappia anche che non esiste una "ragione ad orologeria", possono esserci momenti più o meno opportuni per dire certe cose, ma questo attiene ai sentimenti non certo alla sostanza della verità che è tale comunque ed in ogni momento. Esiste poi il coraggio delle proprie idee, e questo di certo non gli manca. E allora avanti, per quanto possa interessargli, in questa battaglia ha trovato un alleato in più".
 
 
 

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