Curiosità

Gli alpinisti con la barba sono più forti: creano un microclima per l'ossigeno

Messner (photo courtesy www.suedtirol.info)
Messner (photo courtesy www.suedtirol.info)

NEW YORK, Usa — La barba lunga migliora le performance in alta quota. Non è uno scherzo, lo sostiene una ricerca scientifica americana condotta dal Wisconsin Institute of Physiological Performance Science, che ha studiato un gruppo di alpinisti in salita all’Everest, riscontrando una migliore efficienza del consumo di ossigeno in alta quota da parte degli alpinisti barbuti.

Lo studio è stato condotto su una spedizione all’Everest degli anni scorsi chiamata “Save The Yeti Everest expedition”. Gli alpinisti, metà perfettamente rasati, metà con una barba più o meno folta, sono stati monitorati durante la salita senza ossigeno con avanzati sistemi di controllo respiratorio che calcolavano un indice di efficienza nel consumo di ossigeno chiamato “ORI – Oxygen Respiratory Index”.

Al campo base, tutti mostravano lo stesso indice mentre oltre gli 8000 metri quelli con la barba risultavano respirare molto meglio: la loro efficienza nel consumo di ossigeno era superiore del 15% rispetto a quella degli alpinisti rasati. Un valore che, a quelle quote, può anche fare la differenza tra la vita e la morte.

“I risultati sono stati straordinari – ha commentato Wayne Gillette del WIPPS-. I soggetti con la barba non solo mostravano risultati superiori nei test, ma hanno effettivamente avuto performance migliori sulla montagna. Più lunga era la barba, maggiori effetti sembrava avere”.

Che cosa ci sia dietro questi risultati ancora non è chiaro agli scienziati, che stanno approfondendo le ricerche usando camere iperbariche per capire meglio il meccanismo per il quale la barba dovrebbe far respirare meglio gli alpinisti. Una delle ipotesi è che si crei un microclima ricco di ossigeno vicino alla bocca e al naso.

Il primo esempio che viene alla mente è ovviamente quello di Reinhold Messner, che forse proprio grazie alla sua barba potrebbe essere riuscito nella prima salita senza ossigeno dell’Everest. E sono molti altri gli alpinisti noti per la loro folta barba, che forse a questo punto non è più solo questione di immagine o di mancanza di rasoi efficienti ai campi base: pensiamo a Chris Bonington, Carlo Mauri, Hans Kammerlander. Qualcuno poi, potrebbe obiettare che allora i 14 ottomila senza ossigeno di Silvio Mondinelli, che non ha nè barba nè capelli, possano valere più di quelli di Messner?

Per saperlo dovremo attendere la fine delle ricerche, che mirano ad un obiettivo ben preciso. Stabilire quale sia la barba “migliore” per scalare, in termini di lunghezza e foltezza, per poi magari mettere sul mercato delle barbe finte per gli alpinisti.

 

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4 Commenti

  1. Il fatto che gli articoli che parlano della notizia siano datati 1 Aprile 2011 potrebbe far nascere il sospetto che sia uno scherzo?

  2. Non ho capito se dovete ancora moderare il mio precedente commento o se l’avete respinto..
    Ma nel frattempo ho trovato l’origine della notizia: è un pesce d’aprile del 2011!! 😀
    Come mai è rispuntata in questi giorni??

  3. Scusate lo scetticismo, ma uno studio del genere fatto una volta sola e su un solo campione di alpinisti – di cui non si sa il numero esatto, nè di quanti del campione hanno anche superato quel giorno senza ossigeno gli 8000 metri – che attendibilità può avere?
    Infatti, lo studio è dell’aprile 2011 e sta uscendo fuori di nuovo soprattutto perchè portato dal passaparola di internet.
    Su questo sito:
    http://suburbanmountaineer.com/tag/wisconsin-institute-of-physiological-performance-science/
    trovate le obiezioni al metodo seguito (non sono pubblici i dati, non sono state verificate le capacità fisiche iniziali dei partecipanti) In pratica, con un numero esiguo di persone (4 o 5) che abbiano o no la barba i migliori può perfettamente essere un caso. E quasi certamente lo è,visto che dal 2011 ad oggi nessuno scienziato ha pensato di studiarci sopra ancora.

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