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Arianna Colliard: mi dispiace per Saro. All’Uli Biaho ho salutato un gruppo compatto e motivato

Il campo base per l'Uli Biaho a 4000 metri (Photo Arianna Colliard)
Il campo base per l’Uli Biaho a 4000 metri (Photo Arianna Colliard)

ISLAMABAD, Pakistan – Sono di nuovo in parete all’Uli Biaho i Ragni di Lecco Matteo Della Bordella, Luca Schiera e lo svizzero Silvan Schupbach. I tre alpinisti sono tornati ieri al campo base avanzato, e oggi tenteranno la salita, dal momento che le previsioni meteo danno tempo buono fino a lunedì. Nel frattempo invece Arianna Colliard ha lasciato il gruppo e fatto ritorno a Islamabad, da dove rientrerà a casa lunedì prossimo. L’abbiamo raggiunta e le abbiamo chiesto informazioni sull’andamento della spedizione dei Ragni, anche a seguito della del litigio con Saro Costa e del suo rientro anticipato.

Arianna come sta andando la spedizione?
In linea di massima sta andando tutto come previsto, direi… A parte, ovviamente, il rientro di Saro.

A proposito di questo, com’è l’umore dopo la partenza di Saro? Forse saprai che ha dato una sua versione dei fatti quando è tornato.
Certo, aveva detto che avrebbe scritto in merito e nessuno gli ha chiesto di non farlo. D’altronde ha un blog nel quale aveva parlato della spedizione…Quando è partito, o meglio, quando ha deciso di rientrare, c’è stato un momento di perplessità e sconforto generale. Poi però, come spesso succede in questi casi (in vari ambiti della vita) le discussioni hanno rafforzato i rapporti, soprattutto tra le persone che si conoscevano meno, e permesso di ricominciare partendo da presupposti più espliciti. Il tutto con Saro è successo in quei 1200 metri di dislivello che portano dal campo base al campo avanzato, non come ha detto qualcuno in parete! Dove, nel periodo in cui c’era Saro, non c’erano ancora stati… Quell’avvicinamento lo conosco (e l’ho percorso) anch’io, e so che il peggio arriva dopo. Mi dispiace davvero che Saro non abbia sfruttato questa opportunità per riprovarci. Qualche giorno fa comunque, io ho salutato un gruppo compatto e motivato.

Il campo avanzato a 5200 metri (Photo Arianna Colliard)
Il campo avanzato a 5200 metri (Photo Arianna Colliard)

Com’è la montagna? So che i ragazzi non se l’aspettavano così.
Interessante e affascinante… Una bella sfida, prima di tutto raggiungerla. Credo sia anche per questo motivo che sono poche le vie che la percorrono…Sicuramente non si aspettavano fosse così l’avvicinamento, anche se parlando con Giordani un’idea se l’erano fatta. In 25 anni comunque il terreno può cambiare, un ghiacciaio si trasforma…

Tu dove sei adesso? Che programmi hai e avete per i prossimi giorni?
Io ora sono ad Islamabad, ho l’aereo per l’Italia lunedì. Rientro dopo 5 settimane come da programmi iniziali, per motivi di lavoro. Intanto gli altri mi risulta siano al campo avanzato, pronti a riattaccare la parete.

Qual è stato il tuo compito nella spedizione, hai pensato tu a foto e video?
In parte sì, certo competerà anche a loro, soprattutto in parete. Io ho percorso col resto del gruppo, per quattro volte, l’avvicinamento tra il campo base e il campo avanzato, aiutandoli a portare su un po’ di materiale e cercando di fare qualche ripresa. L’ultima volta sono scesa da sola, perchè gli altri si avviavano poi a tentare la salita della parete. Oltre il colle sopra il campo avanzato io non sono andata, ma so che il peggio arriva lì, una volta superata la cornice di neve in cima al colle. Soprattutto perché l’intenzione è quella di salire in stile alpino.

Luca Schiera raccoglie un po' d'acqua durante il percorso di avvicinamento al campo avanzato (Photo Arianna Colliard)
Luca Schiera raccoglie un po’ d’acqua durante il percorso di avvicinamento al campo avanzato (Photo Arianna Colliard)
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