Turismo

La Val d’Aosta scommette sul trekking

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AOSTA — La Val d’Aosta vuole diventare una "palestra di trekking" per gli appassionati che hanno intenzione di cimentarsi con escursioni più difficili in Himalaya, Karakorum e Patagonia. Per questo, oltre alla normale rete escursionistica, la Regione mette a disposizione le sue guide alpine.

Il fenomeno del trekking in alta quota, molto diffuso nel nostro paese, potrà così svilupparsi ed estendersi. Come è noto, prima di affrontare escursioni più estreme sulle grandi catene montuose del mondo, serve un’accurata preparazione. Ebbene, la Val d’Aosta offre montagne che fanno al caso vostro.

"Si tratta di un settore interessante che sarebbe opportuno sviluppare – ha detto all’Ansa il presidente dell’Unione valdostana guide alpine, Guido Azzalea-. Il progetto di escursioni mirate e guidate potrebbe essere allargato anche a comitive di ragazzi e studenti nell’ottica di un avvicinamento alla montagna da parte dei giovani".

L’esperienza di un’escursione di più giorni tra alcune delle vette più alte d’Europa come il Monte Bianco, il Rosa e il Cervino rappresenta l’ideale per chi vuole allenarsi in vista di trasferte più lontane. Innanzitutto l’abitudine allo sforza a tremila metri d’altezza consente all’organismo di abituarsi all’aria rarefatta. Poi c’è da considerare che l’escursione avviene in sicurezza, vista la presenza di guide alpini molto ben addestrate, da cui si possono apprendere rudimenti e tecniche che potrebbero essere necessarie in un contesto extraeuropeo.

La Val d’Aosta offre tre tour ideali per questo tipo di allenamenti: il giro del Monte Bianco, il più spettacolare delle Alpi, che si sviluppa intorno al massiccio; il tuor des Combins e quello del Monte Rosa un trekking internazionale con numerosi tratti oltre i tremila metri. 

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