AlpinismoAlta quota

Ama Dablam, Muztagata e Manaslu: la trilogia di Luca Montanari

VERONA — Ama Dablam, Muztagata e Manaslu, ovvero un 6000, un 7000 e un 8000. E’ questa la “Trilogy expedition” che vedrà impegnato nei prossimi 5 mesi la Guida alpina Luca Montanari. Le prime due montagne saranno una sorta di “preparazione” al colosso himalayano che tenterà a settembre: nell’autunno prossimo farà parte infatti, di una spedizione organizzata dal Cai, con il patrocinio dell’Esercito, per i festeggiamenti del 150esimo anniversario.

L’alpinista, trentino di origine ma attualmente di stanza a Verona, parte questa sera per il Nepal. Il suo primo obiettivo è infatti l’Ama Dablam, la montagna di 6850 metri nella valle del Khumbu. Il 2 giugno sarà di ritorno in Italia, dove resterà fino alla fine di luglio quando volerà in Pamir per scalare il Muztagata. Intorno al 28 agosto infine, è previsto il trasferimento alle pendici del Manaslu.

“A parte l’Ama Dablam – spiega Montanari ., le altre due montagne le conosco già. Questa è la terza volta che vado al Muztagata ed è la seconda che vado al Manaslu, dopo quella della primavera scorsa con Sergio Martini e Maurizio Giordani. Come guida sono specializzato nell’alta quota, e quindi sono riuscito a mettere insieme queste tre spedizioni che sono tutte molto diverse fra loro: la prima è una salita di misto; la seconda è la classica scialpinistica, “la scialpinistica più alta del mondo”, come viene spesso chiamata; la terza è un ottomila quindi una salita che richiede una preparazione diversa. Le prime due le faccio con i clienti. Per la terza invece sono stato contattato dal Cai e dall’Esercito italiano che dà il suo patrocinio. E’ una spedizione organizzata per festeggiare i 150 anni del Cai: mi hanno contattato in quanto Guida alpina e alpinista che conosce già la montagna, essendoci stato. Con me ci saranno una decina di alpinisti, di cui 2 o 3 guide del centro Italia, e un altro gruppo che farà solo il trekking”.

L’alpinista l’anno scorso era stato infatti al Manaslu in una spedizione guidata da Sergio Martini, veterano dell’Himalaya, e da Maurizio Giordani, forte scalatore trentino con una lunghissima esperienza sulle montagne di tutto il mondo. Il gruppo era arrivato fino a 7300-7400 metri, fermato poi dal forte vento in quota e dalla tanta neve al suolo. Per Montanari, 32 anni il 30 aprile prossimo, quella era stata la prima esperienza su un ottomila.

“Gli ottomila più facili mi piacerebbe salirli dalle vie normali per poi scendere con gli sci – spiega il trentino -, come del resto avevo provato a fare già l’anno scorso. Ma in generale mi piacerebbe scalare gli 8000 non dalle vie classiche, ora però sono all’inizio ed è necessario valutare tanti altri fattori e molto fa l’esperienza prima di provare qualcosa di più difficile. In questo Sergio Martini mi ha aiutato molto, è stato un maestro”.

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