AlpinismoAlta quota

Marco Confortola e Peter Hamor al campo base di Everest e Lhotse

CAMPO BASE EVEREST, Nepal — E’ arrivato anche Marco Confortola al campo base di Everest e Lhotse. L’alpinista di Santa Caterina Valfurva, che viaggia in compagnia del forte scalatore slovacco Peter Hamor, ha raggiunto ieri le pendici del versante nepalese, dove questa mattina si svolta la Puja, la rituale cerimonia che precede le salite in vetta alle montagne.

Secondo quanto raccontava Confortola qualche giorno fa sulla sua pagina facebook, a condividere il permesso con lui quest’anno ci sono, oltre a Hamor, anche alcuni alpinisti rumeni e Rinyee Sherpa. Al campo base si unirà poi al gruppo lo spagnolo Ferran Latorre, che tenterà però la salita dell’Everest.

“Oggi al campo base abbiamo fatto la Puja – ha scritto poche ore fa Confortola dal campo base -, è un rituale propiziatorio per far sì che gli spiriti della montagna siano positivi e buoni durante la nostra salita sulla montagna. Nel rituale curato da un lama, oltre a benedire noi tutti portiamo su questo ciorten, che ieri è stato creato dai cuochi e con il nostro aiuto. Noi tutti abbiamo portato il nostro materiale alpinistico (scarponi, piccozze, ramponi, casco, imbrago ect) affinché la nostra salita sia una buona salita”.

Per Confortola il Lhotse sarebbe l’ottavo ottomila, mentre per Hamor l’undicesimo senza ossigeno. Lo slovacco, che l’estate scorsa ha salito il K2, è noto per aver fatto parte della storica cordata dei “Tres Pedros” con i polacchi Piotr Pustelnik e Piotr Morawski e per la terribile salita dell’East ridge dell’Annapurna del 2006.

“Domani resteremo ancora al base per sistemare gli ultimi bidoni che al momento mancano ancora all’appello e dopo domani se tutto è ok saliremo verso la montagna – conclude Confortola -. I miei compagni di salita Peter, Oria, Giustin e Jorge sono delle belle persone e raccontandoci ieri sera tutti noi abbiamo avuto delle avventure che nella nostra vita alpinistica himalaiana ci hanno lasciato delle profonde ferite nell’anima. Questo porta nel nostro piccolo gruppo un grande rispetto. Qui al campo base ci sono molte spedizioni Russe e Americane quasi tutte dirette all’Everest”.

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