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Valanghe a catena sulle Alpi: nel weekend 9 morti e 6 feriti


BERGAMO — Venerdì lo avevamo anticipato: c’erano da aspettarsi valanghe su tutto l’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia. E così è stato non solo in Italia, ma anche in Francia, Svizzera e Austria con un bilancio complessivo davvero tragico: 9 morti e 6 feriti. L’incidente più grave si è verificato ieri in Savoia dove 3 persone sono decedute e altrettante sono rimaste ferite in modo molto serio.

La prima valanga a mietere vittime si è staccata venerdì in Svizzera e ha investito sette scialpinisti nella zona del passo del Grünhornlücke, nel Canton Vallese. Uno di loro, un 41enne austriaco, è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Sion dov’è morto il giorno successivo. Sempre in Svizzera sabato un alpinista tedesco di 33 anni ha perso la vita sul versante elvetico del Cervino. L’uomo stava procedendo con due amici sulla Cresta Hörnli, a circa 3200 metri di quota, quando una placca di neve si è staccata e lo ha trascinato per 200 metri fino a provocarne la caduta fatale.

Nella stessa giornata altre due persone sono morte: una in Valle d’Aosta e l’altra in Francia. La prima valanga ha investito un 70enne di Gressoney-La-Trinite’ mentre stava pescando lungo il torrente Lys. Il corpo dell’uomo è stato ritrovato solo nella giornata successiva sotto alcuni metri di neve. Il secondo distacco ha invece travolto 2 scialpinisti a circa 2000 metri di quota sullo Champsaur, nel distretto delle Hautes-Alpes. Uno di loro è riuscito ad emergere da solo, mentre i soccorsi non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’amico.

Due scialpinisti si sono invece infortunati in altrettante valanghe in provincia di Brescia e in provincia di Cuneo. La prima si è verificata in Alta Vallecamonica mentre un gruppo si stava dirigendo dal bivacco Rigosa nel territorio di Temù. La persona soccorsa si era infortunata ad un arto e si è richiesto l’intervento dell’elicottero. Il secondo distacco è avvenuto a circa 3100 metri sul monte Mongioia nel comune di Bellino e ha coinvolto un uomo e una donna. Le due persone sono uscite da sole dal manto nevoso, ma la donna è rimasta ferita ed elitrasportata in ospedale.

Molto più tragico il bilancio nella giornata di domenica, con una valanga che ha travolto sei scialpinisti, inclusa una guida, in Savoia. Il gruppo è stato investito a circa 3600 metri di quota sul versante meridionale del Dent Parrachée. Due di loro sono stati estratti privi di vita, mentre un terzo è stato estratto in gravi condizioni ed è morto in ospedale poche ore dopo. Le altre tre persone, tra cui la guida, sono tuttora ricoverate a causa delle gravi ferite riportate e una di loro sarebbe ancora in pericolo di vita.

Altre due persone sono morte in altrettante valanghe in Svizzera e in Austria. Il primo era uno scialpinista di 47 anni travolto poco sotto la vetta del Trugberg, cima di 3933 metri che sorge accanto all’Eiger. I compagni lo hanno ritrovato sotto oltre un metro di neve. La seconda vittima è invece un alpinista italiano di 53 anni morto sulle montagne austriache. L’uomo stava scendendo lungo il canalone Pallavicini sul Kleinglockner dopo una scalata con alcuni amici, quando la neve ha ceduto e lo ha fatto precipitare per 600 metri.

Un altro scialpinista è rimasto ferito ad un ginocchio sul col de la Lauze, nella zona meridionale dell’Isère. Il 51enne belga è stato investito con un amico da una valanga che li ha trascinati per 200 metri, ma non li ha sepolti. Solo grande spavento invece ieri pomeriggio a Solda quando una valanga si è staccata nella stessa zona in cui sono stati travolti 4 alpinisti il giorno di Pasquetta. Due ragazzi sono stati investiti dalla massa di neve rimanendo semisepolti e riuscendo per fortuna ad uscire da soli.

Pericolo valanghe Alpi 15 aprile 2013 (Photo courtesy aineva.it)
Pericolo valanghe Alpi 15 aprile 2013 (Photo courtesy aineva.it)

I bollettini nivo-meteo sulle Alpi avevano iniziato a richiamare gli escursionisti alla massima attenzione già da venerdì. Con la radiazione solare e le temperature quasi estive previste per questi giorni, il pericolo è aumentato fino a Forte, grado 4, su tutto l’arco alpino soprattutto nelle ore pomeridiane. Secondo i bollettini regionali, il pericolo sono soprattutto valanghe di neve bagnata e lastroni asciutti, in particolare in zone alla base di rocce o di crepe e pieghe nel manto nevoso, pendii anche non molto ripidi con fondo erboso o scivoloso in genere; in quota, specie per distacchi provocati, pendii in ombra e zone interessate da vecchi accumuli eolici (versanti sottocresta, conche, canaloni, bruschi cambi di pendenza).

Consigliamo a tutti gli escursionisti di consultare i bollettini aggiornati prima di pianificare qualsiasi uscita.

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