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Everest, caduta fatale in un crepaccio dell'Icefall

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DINGBOCHE, Nepal — Incidente mortale ai piedi dell’Everest. Uno sherpa di 45 anni è precipitato domenica in un crepaccio dell’Icefall, mentre attrezzava la via normale di salita in vista del prossimo inizio delle scalate dal versante nepalese. Pare che lo Sherpa sia precipitato sulla via del ritorno e sia morto sul colpo.

Secondo la stampa locale, l’uomo faceva parte di un gruppo di sei sherpa, cosiddetti “Icefall doctor”, che ogni anno attrezzano la via di salita all’inizio della stagione alpinistica all’Everest, che vede migliaia di persone arrivare al campo base per salire la vetta più alta del mondo.

Una volta terminata la giornata di lavoro, il gruppo degli sherpa stava scendendo a valle, quando, a circa 200 metri dal Campo I, uno di loro è precipitato in un crepaccio. A causa del maltempo sono occorse molte ore per individuare il corpo ormai senza vita del 45enne. Sempre per le cattive condizioni meteo la salma è stata recuperata solo il giorno successivo.

Secondo quanto riferito dal blog alanarnette.com, lo Sherpa proveniva dal villaggio di Goratapting nel Khumbu e viveva a Dingboche con moglie e un figlio. Lavorava come “Icefall Doctor” da nove anni.

La Khumbu Icefall è una seraccata che si trova tra il campo base e il campo I. Il compito degli Icefall Doctor è di posizionare scale e corde che facilitino l’attraversamento dei profondi e pericolosi crepacci della zona e permettere una salita sicura a tutti coloro che vi transitano.

Al momento, sull’Everest tutta la via fino a campo 2 è già stata attrezzata con scale e corde fisse. E’ già percorribile da tutti, ma per ora soltanto gli sherpa stanno salendo e scendendo dalla montagna per attrezzare i campi: le spedizioni sono ancora durante il trekking o stanno facendo acclimatamento su montagne vicine.

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