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I fantasmi di Edward Whymper, ovvero lo Spettro di Brocken

Spettro di Brocken (Photo courtesy of Sirio http://forum.meteonetwork.it/meteo-foto/101721-spettro-brocken.html)
Spettro di Brocken (Photo courtesy of Sirio http://forum.meteonetwork.it/meteo-foto/101721-spettro-brocken.html)

Fantasmi fra le nuvole, con un enorme cerchio intorno alla testa. Quella che si palesò davanti ad Edward Whymper nella discesa dalla prima salita in vetta al Cervino, nel luglio del 1865, fu “un’apparizione” impressionante, che all’alpinista inglese sembrò come l’ombra degli spettri dei suoi quattro compagni appena precipitati dal versante svizzero della montagna. Molto probabilmente quello che Whymper stava vedendo altro non era che lo “Spettro di Brocken”, noto anche come “Arco di Brocken”: fenomeno ottico che si manifesta talvolta in montagna in concomitanza di diversi fattori.

Lo Spettro di Brocken prende il nome dal monte Brocken (o Blocksberg), una vetta di 1.142 metri delle montagne dell’Harz, nel cuore della Germania. Questa cima infatti, è spesso avvolta nella foschia e nella nebbia, e presenta evidentemente di frequente le condizioni necessarie al manifestarsi del fenomeno. Forse anche per questo è stata a lungo associata a storie di streghe e di diavolerie, tanto da essere menzionata persino nel Faust di Goethe.

Lo Spettro o Arco di Brocken si manifesta con una “gloria”, ovvero un arcobaleno a forma di aureola che si staglia attorno al centro di una figura, un’ombra. Perché si verifichi il fenomeno ottico è necessario essere situati al di sopra di un banco di nubi: sopra di noi il cielo limpido e il sole alle spalle e basso, che proietti la nostra ombra sulla nebbia. La formazione della “gloria”, come un qualsiasi arcobaleno, è dovuta alla diffrazione della luce solare ad opera delle gocce d’acqua.

Il fenomeno veniva in passato associato ad un cattivo presagio, e questo, forse, anche in virtù dei racconti di Whymper che lo vide appena dopo la tragedia della prima salita al Cervino, dove 4 suoi compagni precipitarono nella fase di discesa dalla vetta.

Info: “La salita del Cervino”, Edward Whymper (Vivalda Editore, Collana I Licheni, capitolo 20)

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4 Commenti

  1. Fenomeno fantastico! Condizioni particolari vissute anche da parte mia sul Monte Baldo una decina di anni fà. La bellezza della natura offre anche questo 🙂

  2. In questo momento non ho sotto mano il libro del Whymper, ma ricordo perfettamente che la sua descrizione, e il disegno che ne fece, non coincide con lo spettro di Brocken, fenomeno che io stesso ho sperimentato sul Monviso.
    Secondo la sua descrizione si trattava di un’ellisse divisa in due settori, con due croci all’interno; affermava inoltre che l’immagine era vista allo stesso modo dai tre superstiti e non subiva nessuna modifica al variare della loro posizione, cosa che non si verifica nel caso dello spettro di Brocken, dove mi risulta che ognuno vede solo la propria immagine.
    Se Whymper abbia “abbellito” quanto visto è difficile da stabilire, ma non mi sembra che fosse nel suo stile lavorare di fantasia…
    Una descrizione del fenomeno si può leggere qui: http://www.ardia.ch/pdf/vari/aureolasacra.pdf

  3. L’ho visto una volta, a Gilman’s Point, sul Kilimanjiaro, dove si arriva al sorgere del sole. E’ una botta nello stomaco.

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