AlpinismoAlta quota

Morto uno Sherpa al Lhotse, polacchi in discesa senza vetta

Lhotse verso campo 3 (Photo polishwinterhimalaism.pl - Krzysztof Starek)
Lhotse verso campo 3 (Photo polishwinterhimalaism.pl – Krzysztof Starek)

KATHMANDU, Nepal — Uno sherpa è morto ieri durante l’attacco di vetta al Lhotse della spedizione polacca. La vittima è Temba Sherpa che stava tentando la cima insieme a un altro sherpa e ad Artur Hajzer: arrivati a quota 8300 metri il nepalese si è accorto di avere gravi congelamenti così il gruppo ha immediatamente invertito la marcia e iniziato la discesa. Dopo un paio d’ore però l’uomo è scomparso: il suo corpo sarebbe stato avvistato a circa 6700 metri.

In base a quanto si legge sul sito della spedizione polacca, la squadra aveva lasciato il campo 4 intorno alle 20. Dopo circa due ore di cammino Agna Bielecka e Artur Matek, insieme al russo Alexei Bolotov che si era aggregato al gruppo per la salita, hanno deciso di tornare indietro per il troppo freddo. Il capospedizione Hajzer e altri due sherpa hanno invece proseguito fino all’1.30: erano infatti a 8300 metri quando Temba Sherpa avrebbe segnalato congelamenti alle mani.

I congelamenti si sarebbero rivelati di terzo grado, così il trio avrebbe immediatamente abbandonato la salita verso la vetta e iniziato la discesa. Intorno alle 3.30 però lo sherpa non sarebbe stato più visto: in base ai primi racconti, sulla neve erano rimaste solo la sua piccozza e la corda. Un alpinista della spedizione coreana avrebbe avvistato il suo corpo a circa 6700 metri di quota.

Maggiori informazioni potrebbero arrivare nelle prossime ore con l’arrivo di Hajzer al campo base, dove si trova già il resto della spedizione polacca. Non si hanno invece aggiornamenti sulla posizione attuale dell’alpinista giapponese Kuriki Nobukazu, che, in base a quanto riportato sulla sua pagina Facebook, ieri si trovava a circa 7500 metri di altitudine.

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