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Black carbon: si muove anche Pechino

Atmospheric Brown Cloud sulla Cina (Photo courtesy nasa.gov)
Atmospheric Brown Cloud sulla Cina (Photo courtesy nasa.gov)

PECHINO, Cina — La Cina alza anch’essa il tiro contro le famigerate nubi inquinanti e prende coscienza di un problema che la comunità scientifica internazionale e i responsabili dei progetti impegnati in attività di osservazioni permanenti, tra cui i ricercatori del Comitato EvK2CNR, denunciano da tempo.

Non è più tempo di gridi d’allarme, perché i dati relativi alla crescita delle emissioni di inquinanti antropici sono eloquenti, come pure le concentrazioni persistenti di ABC (Atmospheric Brown Clouds), le grosse nubi marroni composte da aerosol e particelle inquinanti che ormai sono un fenomeno globale. Conferme che inducono a ragionare sui contributi che i responsabili di studi e ricerche possono fornire ai governanti per mettere in atto provvedimenti idonei a invertire la marcia.

Un’occasione di confronto è stato il meeting annuale dello Steering Committee del progetto UNEP-ABC, il programma ambientale delle Nazioni Unite dedicato al tema degli inquinanti antropici che producono grandi quantità di gas-serra favorendo la concentrazione di smog fotochimico, svoltosi il 13 e 14 settembre a Pechino presso la Peking University.

Obiettivi principali dell’incontro erano la presentazione del sottoprogetto ABC-Cina, sotto l’egida del Ministero dell’ambiente cinese, attento allo sviluppo di politiche ambientali per il monitoraggio della qualità dell’aria, e la presentazione del nuovo progetto ABC-Africa, che prevedrà il ripristino delle misure alla stazione di Monte Kenya e l’installazione di nuovi siti, tra cui è inclusa la stazione Ev-K2-CNR al Rwenzori in Uganda.

Durante la prima giornata i membri dello Steering Committee hanno presentato i risultati e le prospettive future delle stazioni già attive nella rete. Sandro Fuzzi, ricercatore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, e Elisa Vuillermoz del Comitato EvK2Cnr, hanno presentato i dati della stazione NCO-P in Nepal, in funzione dal marzo 2006, che continua a registrare concentrazioni elevate di inquinanti che affluiscono dalle regioni meridionali, e i risultati della campagna di monitoraggio estiva condotta ad Askole, Pakistan, propedeutica alla prossima installazione del nuovo osservatorio Pakistan Climate Observatory in Karakoram (PCO-K) che permetterà di estendere in modo significativo la rete di stazioni di rilevamento in alta quota nella regione Himalaya- Karakorum.

Durante il meeting di Pechino è stato ribadito l’interesse a livello mondiale per gli inquinanti atmosferici e il loro effetto sul cambiamento climatico, come dimostra la recente iniziativa lanciata sempre dal Programma ambientale delle Nazioni Unite, UNEP: CACC Climate and Clean Air Coalition (http://www.unep.org/ccac/), che si occupa di intervenire sugli short lived climate pollutants, gli inquinanti di breve durata con effetti potenti sul cambiamento climatico, e che è stata ratificata già da numerosi Paesi, tra cui gli Stati Uniti.

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