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Alpinismo, Alta quota

Niente vetta al Nanga, smentite a suon di tweet

Cathy O'Down (Photo www.mazenoridge.com)
Cathy O’Down (Photo www.mazenoridge.com)

CHILAS, Pakistan — Vai a fidarti di un tweet. Verrebbe proprio da commentare così la singolare vicenda del team internazionale impegnato in queste ore nella prima salita al Nanga Parbat lungo il Mazeno Ridge. Al contrario di quanto scritto – in maniera francamente inequivocabile – da Cathy O’Down su twitter, gli alpinisti non hanno raggiunto la cima di 8125 metri del Nanga Parbat l’11 luglio. Al momento la sudafricana e i 3 sherpa starebbero tornando indietro per una via che non conoscono, mentre Sandy Allan e Rick Allen starebbero ancora tentando da soli lungo la cresta.

La situazione è confusa e solo un racconto chiaro e più lungo di 140 caratteri (la lunghezza massima di un tweet per l’appunto) potrà chiarire esattamente cosa è successo sul Mazeno Ridge e come mai si sono verificati questi errori di comunicazione. Ripercorrendo infatti le uniche informazioni che circolano al momento sulla salita, quello che sembra certo è che la cima del Nanga Parbat non sia stata ancora raggiunta, non ieri né tanto meno mercoledì quando era stata annunciata su twitter. Procediamo in ordine cronologico, partendo da mercoledì scorso.

L’11 luglio la O’Down scriveva: “Vetta! Nanga Parbat scalato dalla via Mazeno ridge per la prima volta. Ce l’abbiamo fatta!” (Summit! NP climbed via Mazeno ridge for 1sttime. We did it!!). Poi il giorno dopo facendo riferimento solo a se stessa scriveva “E’ finita per me, e non in modo trionfale. Lasciato il campo alto all’1 del mattino, sono tornata indietro alle 7 del mattino, troppo stanca e vento freddo. Sono passati 11 giorni da quando abbiamo lasciato il campo base”.

Pochi minuti dopo l’alpinista sudafricana aggiungeva: ” Due problemi oggi per la cima: troppo vento, ma non abbiamo abbastanza cibo per aspettare. Nuru ha sbagliato strada nel buio, portandoci a diversi tratti di arrampicata tecnica su roccia”. Non passano 8 minuti che la O’Down scrive ancora: “La nuova via non è ancora persa del tutto. Rick, Sandy, Rangduk e Zarok stanno ancora scalando. Sono degli ossi duri, ma sono stanchi e il vento soffia ancora”.

A questo punto la O’Down in un dispaccio audio spiega meglio quanto precedentemente accennato: gli alpinisti avevano sbagliato strada, finendo ad arrampicare su un pinnacolo di roccia, sul quale sarebbero effettivamente arrivati in vetta. La sudafricana, dopo aver deciso di rientrare al campo alto insieme a Lahkpa Nuru Sherpa, è rimasta in attesa di buone notizie da parte del resto del team. Buone notizie che però non sono ancora arrivate, almeno fino ad ora.

Ieri sera infatti, la scalatrice tweettava: “Delusione. I nostri quattro si sono fermati a 7950 metri sotto la piramide sommitale. Mancanza di tempo e troppa neve. Diciotto ore per loro. Così vicini…”.

Infine questa mattina, in un ultimo tweet, ha annunciato che anche gli altri due sherpa hanno deciso di rinunciare. “Il team è diviso – ha scritto alle 6.21 -, Rick e Sandy si sono fermati per tentare ancora, il resto di noi invece scende da una via che non conosciamo. Potrebbe essere interessante”.

La sfida quindi continua anche se le condizioni, ad ogni giorno che passa, diventano sempre più dure. Ricordiamo che il gruppo ha iniziato la salita del Mazeno Ridge il 2 luglio, fornita di viveri per 8, massimo 10 giorni. Ad oggi siamo quindi all’undicesimo giorno di scalata e gli alpinisti – i due che tentano ancora la vetta, ma anche gli altri 4 che stanno già scendendo – avranno bisogno di tempo per tornare al campo base.

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