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Un tribunale per i crimini ambientali

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VENEZIA — Un tribunale internazionale che giudichi i crimini contro l’ambiente. E’ questa la proposta lanciata dalla prestigiosa Accademia delle scienze ambientali (Iaes) presieduta dal Premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquive.

L’Accademia, alla quale aderiscono scienziati ed esperti internazionali di ogni disciplina, ha proposto di istutuire una corte penale che condanni responsabili di disastri ambientali come quello di Bhopal, in India (nella foto: 20mila morti, mezzo milione di intossicati) o di Chernobyl (migliaia di morti e alterazione degli ecosistemi), oppure degli sversamenti di petrolio in mare.
 
Il compito di guidicare questi crimini sarebbe assegnato alla Corte Penale dell’Aia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è detto favorevole alla proposta. Mentre il Comune di Venezia "sarebbe onorato di ospitare un tribunale internazionale, o una sezione, per i crimini contro l’ambiente" ha detto il sindaco Massimo Cacciari ad Airone.
 
L’obiettivo è quello di far rientrare i crimini ambientali internazionali nella sfera dei crimini contro l’umanità. Per raggiungerlo, servono diversi passaggi burocratici come l’inclusione della clausola nello Statuto di Roma, ratificato da 103 stati e che ha dato il via alla Corte penale internazionale dell’Aia.
 
I promotori dell’iniziativa si stanno muovendo per coinvolgere il mondo della scienza e della cultura, i premi Nobel, l’Unesco, il Parlamento Europeo, le Nazioni Unite e soprattutto l’opinione pubblica mondiale.

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