Pareti

Italiani in Patagonia: Daniele Bernasconi,Stefano Sosio ed altri in cima al Fitz Roy

Stefano Sosio e Daniele Bernasconi in vetta al Fitz Roy (Photo Daniele Bernasconi e Stefano Sosio)
Stefano Sosio e Daniele Bernasconi in vetta al Fitz Roy (Photo Daniele Bernasconi e Stefano Sosio)

UPDATED – EL CHALTEN, Argentina — “Il primo dicembre io e Stefano Sosio abbiamo salito il Fitz Roy per la via Franco-Argentina sfruttando una finestra di bel tempo. Abbiamo trovato condizioni invernali praticamente, non siamo neppure riusciti a metterci le scarpette”. Con queste parole Daniele Bernasconi, presidente dei Ragni di Lecco, ha annunciato la salita della montagna patagonica. In cima, dopo di loro, pare siano arrivati anche la guida alpina lombarda Yuri Parimbelli e  Daniele Natali.

La stagione patagonica è iniziata alla grande per gli alpinisti italiani. I primi a toccare la cima del Fitz Roy sono stati nei primissimi giorni di dicembre Damiano Barabino, Sergio De Leo e Marcello Sanguineti, e poi Alberto Trombetta, aspirante guida alpina di Como, insieme a Mattia Roncoroni e a Cristian Barandon, tutti passati lungo la Supercanaleta. Dopo di loro, lungo la stessa via sono arrivati in vetta Fabio Salini e Daniele Fiorelli, mentre altre cordate tentavano la salita lungo la via Franco-Argentina. Proprio lungo questo itinerario sono passati Daniele Bernasconi e Stefano Sosio e, pare,  dopo di loro, anche la guida alpina lombarda Yuri Parimbelli e  Daniele Natali.

Il presidente dei Ragni di Lecco e la guida alpina valtellinese sono partiti per El Chalten a metà novembre, con in mente diversi obiettivi possibili da stabilirsi una volta sul posto in base alle condizioni meteorologiche.

Il primo tentativo di arrivare in vetta al Fitz Roy si è svolto tra il 20 e il 21 del mese scorso lungo la Supercanaleta, ma vento, freddo e maltempo li hanno fermati. “Abbiamo scalato per circa 1400 metri in condizioni quasi estreme – racconta Sosio sul suo sito -, arrivando a pochi tiri dalla cima. Purtroppo abbiamo dovuto gettar la spugna e rientrare dal medesimo versante con una trentina di corde doppie!”. Dopo alcuni giorni di riposo, l’1 dicembre i due alpinisti lombardi sono tornati in parete e questa volta le cose sono andate bene.

Sulla Franco Argentina  Fitz Roy (Photo Daniele Bernasconi e Stefano Sosio)
Sulla Franco Argentina Fitz Roy (Photo Daniele Bernasconi e Stefano Sosio)

“Partiti alle 2 di notte abbiamo scalato in stile alpino il versante est del Fitz Roy per la Franco-Argentina  – conclude la guida valtellinese sul suo sito -, e alle 19 siamo arrivati in vetta. Il vento è stato clemente, ma abbiamo trovato condizioni quasi invernali. Lo spettacolo è stato mozzafiato si vedeva tutto lo Hielo Continental fino ai fiordi cileni. Siamo scesi e all’una di notte siamo rientrati al passo Superior dove abbiamo bivaccato”.

La via “Franco Argentina”, la “normale” che sale in cima ai 3402 metri del Fitz Roy dal lato sud est, è la combinazione di due salite diverse: la prima fu quella condotta dai francesi nel corso del 1952, che aprirono la via sullo sperone sud, la seconda fu la variante diretta che concluse la via il 10 marzo 1984 ad opera degli argentini Alberto Bendinger, Eduardo Brenner, Marcos Couch e Peter Friedrich.

Info: www.ragnilecco.com;  www.stefanososio.com

 

Franco Argentina Fitz Roy (Photo Daniele Bernasconi e Stefano Sosio)
Franco Argentina Fitz Roy (Photo Daniele Bernasconi e Stefano Sosio)

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