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Allarme in Tibet: 22°C a 4mila metri

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CHANGDU, Tibet — Siamo sul rigido e ventoso plateau tibetano, a oltre quattromila metri di quota. "Che freddo", penserete. E invece no. Nei giorni scorsi la temperatura ha toccato i 21,8 gradi. Avete capito bene. E’, in assoluto, la temperatura più alta mai registrata nella zona e ha messo in agitazione gli scienziati di tutto il mondo.

La notizia è stata fatta circolare dalla Japan Society for the Promotion of Science e da ieri gli studiosi dei più autorevoli istituti di ricerca si stanno scambiando informazioni allarmanti da un capo all’altro del mondo.
 
A Changdu, nella parte orientale del Tibet, nei giorni scorsi la temperatura si è attestata intorno ai 22 gradi centigradi, quasi due in più rispetto ai record storici registrati dieci anni fa. E si parla di una media in costante rialzo. Non si tratterebbe, infatti, di un caso isolato: secondo i ricercatori, in almeno un’altra decina di luoghi nella regione sarebbero stati registrati, nei giorni scorsi, i record storici di alte temperature.
 
Teniamo presente che il plateau tibetano viene chiamato "il tetto del mondo" perchè ha un’altitudine media di ben 4.900 metri. Una regione celebre per il suo clima rigido e ventoso, secco soprattutto in inverno, quando le temperature solitamente si aggirano sotto lo zero e numerosi passi sono chiusi per la troppa neve.
 
A quanto pare, l’inverno "estivo" non è una prerogativa europea. Dall’altra parte del globo sembrano avere gli stessi nostri problemi e, probabilmente, le stesse preoccupazioni riguardo il riscaldamento globale. Già, perchè forse stavolta c’è davvero da preoccuparsi.
 
Fin che in tv si sente parlare dell’allarme, è un conto, ma quando le tanto paventate conseguenze dell’inquinamento iniziamo a sperimentarle sulla nostra pelle, come in questo periodo, allora è diverso. Se aggiungiamo la consapevolezza che i maggiori esperti di clima a livello globale si preoccupano di scambiarsi tra loro dati, opinioni e studi per capire cosa sta succedendo, la cosa non lascia certo molto tranquilli.
 
Anche agli occhi dei profani appare chiaro come il monitoraggio climatico e la ricerca scientifica d’alta quota e sulle energie alternative acquistino un’importanza fondamentale per il nostro futuro. Ma, come spesso viene ripetuto dai climatologi di tutto il mondo, altrettanto critica sarà la capacità dei governi di tradurre in azione i suggerimenti provenienti dal mondo scientifico.

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