Arrampicata

Monti del Wetterstein, Hansjörg Auer sale slegato Bayerischer Traum

Hansjorg Auer (Photo hansjoerg-auer.at)
Hansjorg Auer (Photo hansjoerg-auer.at)

FOHRENWALD, Austria — Nuova salita interamente slegato per Hansjörg Auer. Il giovane climber austriaco, famoso per aver scalato senza protezioni anche vie giudicate prima di allora imposibili – come La via Attraverso il pesce in Marmolada – ha realizzato la salita in free solo di Bayerischer Traum, un itinerario di 400 metri di grado 7a+ che sale sulla cima Schüsselkarspitze, nei Monti del Wetterstein, in Austria.

La via Bayerischer Traum sale sulla parete sud della Schüsselkarspitze, una cima di 2538 metri, nel gruppo dei Monti del Wetterstein  Wettersteingebirge in Austria. Hansjörg Auer l’ha salita a metà novembre in free solo, ovvero senza corda di sicurezza: una modalità che l’ha reso celebre nel mondo, anche per i successi riportati in Marmolada, sulla storica e difficile via Attraverso il pesce, 900 metri di difficoltà 7b+.

“Non so perché – scrive Auer sul suo blog -, ma ho rifatto il mio gioco un’altra volta…Ho varcato la linea che divide la passione dal buon senso. Perché sia importante per me non lo so, forse la ritengo una cosa degna della storia dell’alpinismo, o forse no”.

Schüsselkarspitze parete sud (Photo summitpost.org)
Schüsselkarspitze parete sud (Photo summitpost.org)

E in effetti il rischio è altissimo, sempre e comunque quando si sale completamente slegati, ma ancora di più su vie di questa difficoltà: una linea classica di circa 400 metri di altezza e molto verticale. Bayerischer Traum è stata aperta nel 1980 e liberata nel 1983. Lo stesso Auer aveva provato a salirla in libera nel 2002, ma quella volta l’impresa non gli riuscì.

Info: http://hansjoerg-auer.at/alone

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4 Commenti

  1. Ciao Ior.
    Premetto che la penso esattamente come Te!!Ti allego un link di un articolo per certi versi molto simile a questo.Cambiano le tecniche ma la sostanza è la medesima!il suicidio….
    https://www.montagna.tv/cms/?p=37440
    Senza far polemica con nessuno,altrimenti avrei risposto a ciò che è stato scritto,Ti dico che se uno vuol sfidare per denaro la morte per me è libero di farlo.Rischia di suo e i soldi che guadagna senz’altro se li godrà qualcun altro prima o poi. Vedrai che interverrà qualcun altro e Ti parlerà di sogni e di istinti irrefrenabili.mi possono raccontare ciò che vogliono ma alla base di tutto c’è il denaro!!
    Quello che mi fa più paura sai cos’è?!Lo spostamento del rischio.Tutti osano sempre di più!!A qualsiasi livello .Leggono….vedono e poi vogliono emulare!Questo secondo me è il guaio.Tutti pensano di essere degli Highlander,perché ormai attrezzature, corsi e viaggi sono alla portata di tutti.e anche i rischi….

  2. Esatto Giorgio. Sono un sostenitore della libertà in montagna, nel senso che se mi sento di tentare una cosa è giusto che la faccia. Ma, come ho già detto anche nel link che riporti, quello che non approvo è l’esaltazione del rischio. Ho una certa eta e mi è sempre piaciuto salire vie di III IV in “libera”, quando questo voleva dire senza corda. Quando, però, ho avvicinato altri all’arrampicata (amici e mio figlio) non ho mai fatto cenno a quello che facevo da solo. Poi mio figlio c’è arrivato da solo ma questo è stato un passo suo.
    Cerdo che il denaro valga solo per quelli di punta, anche perchè se scrivo d’aver fatto la via En coulisse al Col dei Bos “solo” non interessa a nessuno. Ma ti assicuro che siamo in molti a fare queste salite solo per il proprio piacere e non c’entrano gli istinti irrefrenabili è proprio il gusto di essere solo e sentire il tuo corpo che si muove. (almeno questo è quello che succede a me)

  3. Il Sentirsi Solo a cospetto di un pianeta sovrapopolato è un lusso che riusciamo ancora ad assaporare per fortuna!
    Caro Beppe.
    Mi pento d’aver scritto un po’ troppo d’impulso!Chi và in montagna a qualsiasi livello lo fa per piacere.per indole ,per “richiamo”!Chi lo fa di mestiere non lo fa perché non ha trovato un posto in fabbrica o dietro ad una scrivania.e’ partito dalla passione e la passione è diventata il Suo lavoro.Giusto così….
    Il gabbiano Jonathan ….chi non risica non rosica!Verissimo!!!Tutti Noi osiamo nella vita….tutti i santi giorni!Un conto è osare(che cmq delle volte è pericoloso ma ci sta)un conto è sfidare la morte
    L’unica cosa che veramente mi spaventa è che tutti i confini oltrepassati nel professionismo sempre si riflettono in qualche misura nel mondo comune,non tanto a livello di performance ma quanto ad assunzione di rischio.Poi per amor di Dio tutti Noi spesso predichiamo bene e qualche volta razzoliamo male.E’umano credo….Le notizie e il web non lo fermiamo ne Io ne Te.Ci rimane la testa….ci si augura di usarla sempre al meglio

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