Alpinismo

Ragni di Lecco: passione d’Africa

immagine

LECCO — Tre vie nuove, una spregiudicata solitaria, decine di ripetizioni. E l’affascinante incontro con una straordinaria cultura, un ambiente severo e un nuovo modo di arrampicare. Ecco cosa hanno portato a casa i giovani Ragni di Lecco dalla loro recente spedizione in Mali (Africa), per il progetto Liberi in Libera.

"Già 15 anni fa Catherine Destivelle aveva visitato questi luoghi ed arrampicato su queste pareti parlandone poi in un suo libro. Dopo di lei Todd Skinner, Paul Piana, Arnoud Petit, Kurt Albert ed altri avevano lasciato il loro segno… adesso toccava a noi".
 
Con queste riflessioni nel cuore partivano lo scorso novembre cinque giovani ragni di Lecco – Marco Vago, Simone Pedeferri, Adriano Selva, Giovanni Ongaro e Cesare Bugada – alla volta delle Mani di Fatma, gli splendidi e misteriosi picchi di roccia sedimentaria che si ergono nel deserto del Mali, in Africa.
 
Sono rientrati in Italia alla fine di dicembre, con un bottino eccellente. Decine di ripetizioni e ben tre vie nuove aperte in un ambiente altamente severo. Più l’indimenticabile veloce ripetizione in solitaria – e slegato – dello spigolo nord del Kaga Tondo ad opera del valsassinese Adriano Selva.
 
Un bottino degno di Liberi in Libera, il progetto inventato dai giovani Ragni per celebrare il sessantesimo anniversario di fondazione del gruppo lecchese, che li ha impegnati sulle più svariate e difficili pareti del mondo, ad aprire nuove vie nel “miglior stile possibile”.
 
"Erosione Solare", la prima delle tre vie nuove – 270 metri, 6 lunghezze, difficoltà 6b (6a obbl.) – è stata aperta  da Giovanni Ongaro e Cesare Bugada sulla Guglia Ragni del Grimari – Débéré. "Passaggio Dongon" – 300 metri di via per 8 lunghezze, difficoltà 7b (6b obbl. expo) – sorge invece sull’inviolato pilastro dello Yéyéné, ed è stata aperta da Ongaro insieme ad Adriano Selva. "Danza Tribale" – ben 500 metri d’altezza divisi su 13 lunghezze, con difficoltà 7b (6c+ obbl.) – è stata aperta dal team al gran completo – Giovanni Ongaro, Marco Vago, Adriano Selva, Cece Bugada, Simone Pedeferri – sul Suri Tondo.
 
"Anche se, per la mancanza di alte cime innevate, questi luoghi sono lontani dall’immaginario collettivo dell’alpinismo – racconta Vago nel suo report, pubblicato sul sito dei Ragni di Lecco -, il Mali è comunque un posto severo e duro quanto la Patagonia, anche se per problematiche diverse. E’ un condensato contrapposto di paradiso-inferno e dietro la visione idilliaca dei paesaggi esotici e delle pareti solari si nascondono spesso i fantasmi delle infezioni batteriche e della disidratazione, che a possono seriamente mettere in pericolo la vita".
 
Dai racconti degli alpinisti, però, si evince che dal viaggio in Mali è stato per loro fonte di divertimento e di successo quanto di conoscenza e di ricchezza.
 
Una ricchezza che arriva dall’aver scoperto un nuovo modo di arrampicare, fatto di nuovi approcci verso una roccia e degli appigli tutti particolari, fatto di sconosciuti trucchetti su come mantenere fresca l’acqua nelle bottiglie e difendersi dalle insidie del deserto.
 
Ma anche e soprattutto che arriva dall’aver condiviso un’esperienza così intensa con nuovi compagni di viaggio, come le esperte guide locali, e dall’aver conosciuto una realtà così diversa dalla nostra che quasi è difficile da immaginare. Un mondo affascinante e una gente molto povera, ma di gran cuore e con una forte dignità.
 
Liberi in libera chiude con questo splendido successo il suo penultimo viaggio. Tra pochi giorni un nuovo gruppo si dirigerà verso la storica, indimenticabile, Patagonia. Ve ne daremo presto notizia.
 
Sara Sottocornola

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button
Close