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E' finita. Ritrovati senza vita gli alpinisti dispersi sulla Grandes Jorasses

Grandes Jorasses versante italiano
Grandes Jorasses versante italiano - Punta Walker sulla destra

UPDATED – COURMAYEUR, Aosta — Non c’è più nulla da fare per i due alpinisti francesi rimasti una settimana a 4050 metri di quota sulla Grandes Jorasses. La guida francese Olivier Sourzac e la sua cliente Charlotte De Metz sono stati ritrovati morti nella zona compresa tra le rocce lungo la via di discesa dalla Punta Walker e il ghiacciaio sospeso della Whymper.

Secondo quanto riferisce l’Ansa, il medico del 118 di Aosta, Andrea Ortu, ha confermato la morte dei due alpinisti sfrancesi ritrovati a 4.050 metri sotto la Punta Walker, nelle Grandes Jorasses, nel massiccio del Bianco. I loro corpi verranno portati ad Entreves dove avrà luogo  la conferma ufficiale.

La guida alpina francese e la sua cliente  Charlotte De Metz sono rimasti bloccati per una settimana intera a circa 4000 metri di quota sulla Grandes Jorasses. Questa mattina il tempo è migliorato, prima  sul versante francese, poi su quello italiano così gli elicotteri hanno potuto finalmente alzarsi in volo e effettuare ricognizioni sul versante italiano della montagna.

Pochi minuti fa è arrivata la notizia del loro avvistamento. Da subito i corpi sono apparsi immobili, un cattivo segno poi confermato dalla triste notizia della loro morte.

Ieri una dozzina di guide francesi, amici e parenti di Sourzac, avevano inziato a salire via terra. Secondo quanto riferisce il quotidiano La Stampa, si erano divisi in 3 gruppi: due erano saliti dal lato italiano e avevano raggiunto alcuni il Bivacco Gervasutti altri il rifugio Boccalatte. Il terzo team, di cui faceva parte anche il fratello della guida dispersa, era invece salito dal versante francese.

Olivier Sourzac, 47 anni, di Sallanches, guida alpina e istruttore dell’ Ecole Nationale de Ski et d’ Alpinisme (Ensa) di Chamonix, e la sua cliente, Charlotte De Metz di 44 anni, di Fontainebleau, erano partiti per scalare la via del Linceul sulla parete Nord della Grandes Jorasses, lunga circa 750 metri. L’idea era quella di arrivare in cima alla Punta Walker, con i suoi 4208 metri la cima più alta del massiccio, e di scendere poi dal versante italiano fino al rifugio Boccalatte (posto a 2803 metri).

Alla fine la bufera era stata più veloce di loro e i due alpinisti erano stati costretti a fermarsi a circa 4.000 metri di altitudine sul versante italiano, sotto la punta Walker alta 4.208 metri. Giovedì mattina la guida francese aveva allertato i soccorsi con il cellulare, il giorno dopo al telefono aveva detto di voler scavare un buco nella neve verso il seracco Whymper per ripararsi. Quello però è stato l’ultimo contatto.

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59 Comments

  1. Questa notizia meriterebbe di rimanere senza commenti come è rimasta fin’ora!!ma non sono capace di stare zitto…..Anch’io nel mio piccolo posso comprare tutta l’attrezzatura che voglio,imparare e quant’altro,sempre coi soldi!il cervello comunque rimane sempre un dono di natura!!!

  2. A volte è meglio tacere dando l’impressione di essere un po’ tonti che esprimersi e dissolvere ogni dubbio. Se la pratica dell’alpinismo ci fa sentire migliori, dimostriamolo con i sentimenti, se vogliamo parlare a caso, facciamolo pure ma senza la pretesa di passare per dei giudici. Pieta’ per coloro che stanno soffrendo. Solo chi ci sale puo’ capire cosa stanno vivendo. Pieta’!

  3. Hai proprio ragione Carlo. Ma l’improvvisarsi giudici in queste situazioni, purtroppo, ad alcuni i quali pensano di poter dominare qualsiasi situazione o imprevisto, risulta più facile che dare una parola di conforto spesso senza neanche esserci mai passati.

  4. A Carlo…
    Ti ringrazio per la sensibilità della frase fatta….il tonto era un eufemismo per essere pubblicato.anche se il mio post era “duro” non auguro il male a nessuno e spero che tutto si risolva per il meglio.Ma se da questa tribuna dobbiamo sempre giustificare e santificare Tutti ditemeLo!!!le previsioni meteo non le fanno per hobby!!!!

  5. Sono un grande appassionato del mondo meraviglioso della montagna.Vivo a Capri e sono ben 35 anni che ogni anno frequento la montagna.Conosco i luoghi più belli delle alpi e naturalmente il Monte Bianco.
    Sono innamorato dello sci ed alcune esperienze personali mi hanno dato l’opportunità di rispettare la montagna con grande umiltà e di conoscere i miei limiti.La montagna è imprevendibile ed essere esperti non basta ma bisogna essere sempre prudenti e non lasciare niente al caso, soprattutto le previsioni meteo che nel caso dei due francesi erano proibitive.Auguri che tale vicenda possa concludersi positivamente.

  6. Mi auguro che la mia opinione possa essere pubblicata.Non e’ mia intenzione fare polemica ma in montagna bisogna essere prudenti e pianificare l’impossibile e fattore fondamentale sono le previsioni meteo e le condizioni della neve.Auguri ai due francesi

  7. errare è umano e questi due alpinisti professionisti hanno sbagliato qualcosa, un pensiero all’angoscia loro e dei soccorritori e dei loro familiari

  8. il mio pensiero e’ molto realista,reputo Olivier un professionista e se e’ andato
    a fare questa salita xe’ sapeva che sia lui che la sua compagna di cordata erano all’altezza
    della situazione.Solo lui al suo ritorno potra’ spiegare gli inconvenienti incontrati, ora
    sta tenendo duro e solo chi e’ alpinista sa cosa vuole dire tenere duro in quelle situazioni.
    Forza Olivier……………..

  9. La parete nord delle Grandes Jorasses non è uno scherzo e sono convinta che chiunque si prepari ad affrontarla sia più che preparato.
    Sono solidale con chi sta lottando in questo momento.

  10. Un pensiero alle Montagne più alte sulle quali ora sono saliti.
    Vi prego, non lasciate altri commenti cattivi e inutili.

  11. Purtroppo non sempre tutto finisce nel verso giusto. Questo serve a rammentare che seppur preparati, seppur animati da un’indomabile passione siamo pur sempre un insignificante puntino di fronte alla maestosità delle montagne. Un pensiero a tutti quelli che dalla montagna non sono potuti tornare.

  12. Ancora un tributo alla Montagna. Maltempo, ritardi nei soccorsi etc. ora iniziano le polemiche! L’alpinismo è una disciplina che ha in se il rischio. Anche quando credi di aver calcolato tutto, c’è sempre qualcosa di imprevisto che pùò accadere, questo ahimè è anche ciò che lo rende affascinante. Ciao Oliver, ciao Charlotte.

  13. Ho seguito costantemente le vicende dei due alpinisti e mi sono chiesto come fosse possibile intraprendere una simile ascensione in condizioni meteo proibitive annunciate da giorni. L’epilogo rattrista e dispiace la morte, prima d’ogni altra cosa. Non è però un buon esempio quello di una guida alpina che avrebbe dovuto saper rinunciare e rinviare l’impresa. Spero sia una regola ferrea per coloro che restano a fare questo mestiere. Ognuno è libero di fare ciò che vuole ma troppa sicurezza, a volte anche un’inutile sfida, mettono poi a rischio anche la sorte dei soccorritori accusati in questo caso, addirittura di “ritardo”. Mi aspetto una bufera di critiche.

  14. E’ stata sicuramente dura, durissima. Spero non abbiano sofferto tanto – si sono addormentati… Erano passati troppi giorni, ci speravo lo stesso. Continuate a scalare sempre nelle montagne del cielo! Condoglianze sincere alle famiglie, amici e soccoritori.

  15. Purtroppo il tragico epilogo.

    L’alpinismo andrebbe però fatto con più cognizione, non si può partire quando è prevista la più grossa perturbazione degli ultimi 10 anni. E’ un suicidio annunciato.
    Dispiace molto per le vittime ma la vera differenza tra un alpinista mediocre e uno ottimo è proprio il saper scegliere quando partire o meno.

  16. L’alpinismo di alto livello non può essere affrontano pianificando tutto ed eliminando tutti i rischi ! non sarebbe più alpinismo e non sarebbe ai livelli oggi espressi.
    L’essere partiti a neppure 48 ore da una prevista perturbazione, a quelle quote ed in questo periodo … li ha esposti a maggior rischio e sicuramente l’avevano presente.
    Mi spiace moltissimo l’epilogo, non lo meritavano come nessuno, anche chi affronta più rischi, se lo merita.
    L’alpinismo è e resterà – per me – la più nobile delle attività sportive e non criticherò mai nessuno che rimane vittima di incidenti, anche se – col senno di poi – possono risultare prevedibili e ineluttabili.
    Le critiche che esprimo sono rivolte a chi – alpinista o no – si erge in cattedra a giudicare il comportamento altrui, spesso senza conoscere e sapere nulla delle persone e delle reali circostanze. Ho ancora fresco nella mia memoria le molte polemiche verso chi rimane vittima e sui “costi” del soccorso …. dimenticando loro che alla base ci sono i volontari – anch’essi alpinisti – e il pagamento delle varie forme di assicurazione che moltissimi di noi alpinisti già paghiamo (quota CAI, REGA, ecc. ecc.).

  17. A certi giorgio che magari stanno sul divano dico: cosa ne sanno dei sogni della gente, a certi di Capri chiedo se sono professionisti? ho fatto la guida tanti anni ad altissimo livello, sono stato il più giovane Accademico del CAI italiano posso solo dire che a 55 anni e dopo 40 anni di alpinismo sono stato fortunato.
    Se non sapete fate silenzio per favore sono morti per un loro sogno Marco Furlani

  18. E’ facile parlare se è sempre andato tutto bene. D’accordo potevano non partire, ma cosa ne sappiamo noi? L’imprevisto è sempre in agguato.Chi va in montagna conosce i rischi oggettivi e soggettivi ai quali si espone e francamente non mi sento di criticare nessuno. Io vado per monti da più 40 anni e bisogna francamente provare per giudicare. In questi casì è meglio prendere atto con tristezza di quanto è accaduto e non fare commenti gratutiti e di circostanza. Ciao a tutti.

  19. Nella vita un pizzico di Fortuna non guasta e credo che chiunque abbia fatto un po’ di alpinismo serio lo sappia, il rischio fa parte del gioco e più il livello si alza di pari passo va anche il rischio.. fa specie veder scritti certi commenti di critica e di ingiurie, in quanto fin da quando è stata battuta la notizia 5 giorni fa, chi va in montagna e fa alpinismo, conoscendo le condizioni meteorologiche che avrebbero imperversato nei giorni successivi , ben avrebbe potuto immaginare la situazione in cui si sarebbero trovati i due Alpinisti, invece di criticare un popolo civile avrebbe dovuto esprimere la sua solidarietà e la sua vicinanza, sia ai due, sia a chi a casa sperava,non dormiva,si struggeva, piangeva e sperava sperava ancora …. purtroppo invano.
    Non credo che Olivier Sourzac e Charlotte De Metz siano partiti senza guardare le previsioni o senza pianificare la loro ascensione erano due Alpinisti preparatissimi, anzi l’avranno pianificata nei minimi dettagli, ma purtroppo qualcosa lassù è andato storto, la vita è imprevedibile …e nessuna sa ne quando ne dove essa finisca…

  20. Solo a coloro che non fanno nulla, non capitera’ mai nulla.
    Olivier e Charlotte, avevano un progetto e hanno avuto il coraggio di concretizzarlo, purtroppo è andata male.

  21. Per le vittime dico che riposino in pace…….ma permettemi di dire che in questi ultimi anni troppo spesso accadono incidenti a GUIDE ALPINE con clienti…..come mai? Forse anche nel ns. amato ambiente di montagna bisogna FATTURARE?
    in ogni caso l’unica colpa che potrebbero avere è ancora il fatto di non aver valutato abbastanza il meteo che certamente non era favorevole per le Grands Jorasses.

  22. Praticando anche io alpinismo, in questo momento sono molto dispiacito per questa tragedia, un pensiero va alle vittime e ai loro cari. Invito chiunque ad astenersi a polemiche e commenti inutili… anche loro sono morti per il loro sogno…

  23. Non sono abituato a commentare gli incidenti di Montagna…. anche se di esperienza ne avrei abbastanza per poterlo fare, ma di saggi sapientoni, ne abbiamo già abbastanza.. Quelli che io chiamo,” I teorici della Montagna.”… Ma mi permetto invece di rispondere a quanto commentato da Giorgio Magnani.. Sai quante volte le previsioni possono sbagliare sulle Alpi? A volte il mal tempo può arrivare qualche ora più tardi, e a volte qualche ora prima!!!
    Ma quanto è accaduto può anche essere fatalità… Ti ricordo che quando il povero Patrick Berhault, ha fatto la grande traversata delle Alpi, salendo le più impegnative ascensioni dalla Carnia al Monte Bianco… Ti faccio presente che alcune di queste salite le ha fatte in condizioni veramente estreme, dove la roccia manco si vedeva…talmente era coperta di neve… dove la visibilità era zero… dove nevicava o pioveva forte… Eppure l’impresa gli è riuscita.. e posso dirti di saperne qualcosa visto che ho avuto modo di seguirlo in qualche salita… Ma nonostante la sua bravura, e la sua grande esperienza, e grande Alpinista eclettico… Hai visto dove è andato a morire?.. La montagna o la natura non guarda quanto sei famoso o bravo.. Forse il destino era scritto come lo è stato per questa guida con la sua cliente…. Mi spiace ma devo dare ragione a quel che ha sostenuto Carlo nei tuoi confronti…
    Non giudichiamo mai, perchè il nostro destino è già segnato… Come tutti gli altri grandi Alpinisti che ci hanno lasciato…Ciao SALVO… Torino..

  24. In questo momento le sentenze su cosa fare e/o non fare per non morire in montagna sono solo un insulto alle due vittime e ai loro familiari. Io sono 30 anni che vado in montagna e in questi anni anche io alcune volte ho peccato “d’imprudenza”, la fortuna mi ha permesso di tornare incolume a casa. Al posto di fare i “professori” impariamo da queste tragedie a non commettere gli stessi errori di questi due persone. Un pensiero ai loro cari e amici, solo chi ha perso un compagno in montagna può capire il dolore di quei momenti. Buone salite a tutti!!!!

  25. Quando una persona cara ci lascia,
    non servono tante parole,
    ma solo,
    possiamo dirvi
    che vi siamo vicini nell’immenso dolore
    che ha toccato il vostro cuore.Ciao OLIVER., ciao CHARLOTTE! UN ABBRACCIO.

  26. Volevano probabilmente salire e scendere in giornata, quindi non si erano dotati di adeguata attrezzatura per una permanenza in quota e relativi viveri.
    Erano perfettamente al corrente delle previsioni meteo e dell’ondata spaventosa che poi avrebbe flagellato tutto il Nord Italia, sapevano perfettamente che non potevano tardare, indugiare in parete, sapevano che nel loro azzardo non c’era spazio per inconvenienti, tutto doveva filare liscio per forza.
    Erano persone adulte e allenate, si presuppone anche mature, una era oltretutto un guida professionista.
    Non mi sento di giudicare, alla fine due vite umane se ne sono andate, ma la mia considerazione, per quanto ovvia e forse banale, é che la Montagna (come tutta la Natura), va rispettata, conosciuta e non va sfidata. Siamo troppo piccoli per potercelo permettere.
    La nostra vita vale ben più di una ascensione, non esiste passione che possa essere usata come giustificazione, ma alla fine siamo noi a decidere e Olivier e Charlotte hanno deciso così.

  27. A Marco Furlani. Sono un dilettante della montagna, ma non ne posso stare lontano. Grazie per le tue parole. Le riporto “SE NON SAPETE FATE SILENZIO SONO MORTI PER UN LORO SOGNO”

  28. Ci sono guide e aspiranti guide, quelle che per intenderci non possono portare clienti in alta quota, c’e’ un motivo se esiste questa distinzione. Sarà stata anche una guida espertissima ma non si può nascondere che qualche elemento è stato sottovalutato. Detto ciò le polemiche sono inutili e il dolore è solo quello dei familiari.

  29. Non pensavo di alzare un polverone del genere….senz’altro mi sono espresso duramente ma non indietreggio dal mio pensare.E’ una “ tribuna”,non pretendevo di essere condivisibile ma nemmeno di essere offeso ma non importa.Sono grande e vaccinato e soprattutto non rispodo alla maleducazione con la maleducazione.Tempo fa il Nostro Direttore ma a questo punto dico il Vostro aveva chiesto di tenere basse certe discussioni ma evidetemente l’ho letto solo Io…..
    Fortuna.Certo nella vita di ognuno di Noi se ci voltiamo e guardiamo indietro chissà quante volte c’ha sorriso in faccia.Non si rischia solo in montagna….si rischia ad ogni respiro se ce la vogliamo dire fino in fondo.Spesso è più pericoloso andare a lavorare!
    Ho letto tutti i Vostri post,anche se maltrattato,il mio desiderio sarebbe comunque di cotinuare partecipare alla vita di questo sito,anche se la mia partecipazione non è fondamentale
    Tutti viviamo di sogni!!Vallo a dire,visto che siete Tutti molto sensibili,alle mogli fidanzate e figli dei Volontari,visto che purtroppo è storia recente,che sono morti l’anno scorso sotto una slavina!!E anche a tanti altri!Contributi e quant’altro! Certo,sempre meglio che due dita negl’occhi…a casa mia comunque la vita non ha prezzo.Adesso qualcuno mi spieghi,educatamente se possibile,come mai questi Volontari stavolta per 6gg non hanno mosso un piede o un elica,gente che per vocazione andrebbe anche in culo al diavolo….Con tutto il rispetto per la Vita e la Morte altrui forse si son stufati di lasciarci la Loro per un sogno!Sbaglio?!

  30. Ma perchè avete sempre la necessità di giudicare? Il rispetto, il silenzio, la comprensione dovrebbero prevalere su tutto. Cosa ne sapete del perché un professionista ha pensato di partire quel giorno? E cosa importa a voi che, seduti comodamente davanti al vs computer, credete di avere sempre la verità in tasca? Vi fa sentire bene il giudicare ciò che è stato giusto o sbagliato? Da poco sono stata coinvolta in un incidente in montagna che mi ha cambiato la prospettiva delle cose; forse bisogna passarci per capire che, di fronte al dolore, bisogna mettersi da parte, in silenzio, in una dimensione di ascolto rispettoso e privo di alcun giudizio. Perché, comunque, c’è già chi fa i conti con il proprio vissuto. RIP Charlotte ed Olivier. Ornella Calza

  31. Unendomi al dolore della comunità alpinistica, vorrei portare il mio conforto (per quel che è possibile) ai sopravvissuti….

    Vorrei anche trarre uno stimolo positivo da questa vicenda… chissà forse questa tragedia potrà darà spunto a nuove migliori azioni…
    magari qualcuno gli viene in mente di finanziare e/o progettare un “drone elicottero” o qualcosa di simile in grdo di volare in condizioni proibitive senza equipaggio a bordo…
    I militari usano già i droni per fare la guerra, potrebbe essere una buona evoluzione utilizzarli per salvare vite…

  32. La guida alpina è anche un lavoro, non dimentichiamolo. Come il muratore che si distrae e cade dall’impalcatura, come tanti altri morti sul lavoro. Come ogni lavoratore, anche la guida ha il mutuo da pagare, o altri problemi legati al quotidiano. Sottovalutare il meteo, sopravvalutare le capacità della cliente, mille ipotesi un solo fatto. Al di là di ogni polemica giornalistica, restano solo le condoglianze da fare alle famiglie, e magari l’insegnamento che resta a noi.

  33. Penso che anche il Signor Giorgio Magnani abbia la possibilità di esprimere il suo pensiero, senza che qualche furbetto subito lo offenda. Perchè questi furbetti pensano pure o la va o la spacca.
    Fa male sentire che ancora due morti sulla montagna per colpa di gente che igorana il pericolo.
    Queste sono vittime dell’ignoranza, imprudenza ed avidità e non vittime della montagna!
    Purtroppo non esiste solo la cecità da neve ma anche la sordità del pericolo.
    Oggigiorno fidarsi di una guida alpina è come voler morire cinquantanni prima.
    Non sembra vero, che una guida alpina nonostante le previsioni del tempo in peggioramento abbia l’imrudenza e la sfacciataggine di portare un cliente in montagna a morire.
    La stessa cosa sarebbe, se io – maestro di scuola guida – nonostante che via radio avvertono di non mettersi sull’autostrada perchè nelle prossime ore ci saranno dei banchi di nebbia con visibilità zero, probabilità di forte sventate e gran pericolo di tamponamenti, faccio guidare ugualmente l’allievo – a rischio e pericolo – sull’autostrada dicendo “dai che rischiamo, o la va o la spacca”.
    Enemmeno il muratore prudente e cosciente monta su una impalcatura a lavorare sul tetto, se tira vento e grandina, ma aspetta che il maltempo cambi, sai Dario;
    Ciao Carlo, mi fai pena!

  34. carlo scrive: 10 novembre 2011 alle 10:15 >>> Quando non si è in grado di comprendere, è li, proprio in quel momento che si giudica e si ammonisce.<<<

    Purtroppo è Lei, carlo, l'unico che giudica ed ammonisce altre persone che esprimono il loro rammarico e la loro opinione – perchè solo Lei è in grado di comprendere.
    Ora inventiamo pure il “drone elicottero” che va a salvare chi nonostante le previsioni di maltempo si reca in montagna. Così almeno si risparmia la vita a quei soccorritori che – nonostante abbiano moglie e figli – rischiano la vita per salvare quelli che non sono in grado di comprendere, che io chiamo desperados!!!

  35. E’ vero non bisogna giudicare, ma riflettere sì. Sono follemente innamorato della montagna e scalo 4000 da qualche anno. Ognuno decide quello che meglio ritiene. Credo che un sogno meriti di essere realizzato e per farlo serve anche sapere rinunciare. La rinuncia è la più grande dote anche se hai preparato una salita per mesi. Dire che le condizioni meteo potevano anche essere diverse, perdonatemi, era un azzardo troppo alto. Si sapeva che il fronte che ha causato morte e distruzione a livello del mare, sarbbe stata la peggiore perturbazione degli ultimi 17 anni per Valle d’Aosta/Piemonte e Liguria. Ieri alla notizia della morte di Olivier e Charlotte ho pianto, ma soprattutto una donna che ha due figli piccoli da crescere una riflessione in più credo dovesse farla prima di accettare un rischio simile. Riposino in pace, un abbarccio soprattutto ai due ragazzi che hanno perso la mamma

  36. Premetto che non sono un alpinista, ma solo un appasionato di montagna.
    Questo non mi costringe però a non spendere due parole sull’accaduto. Sono rammaricato per la perdita di due vite umane, ma lasciatemelo dire, se si va in montagna in questo modo, bisogna mettere in preventivo che la possibilità di morire è elevata cosa che credo proprio abbiano fatto, quindi nessun dispiacere particolare per loro, soltanto la consolazione che sono morti rincorrendo il loro sogno.
    Se così non fosse, a mio avviso, avrebbero fatto meglio a rimanere a casa. Discorso a parte bisognerebbe fare anche riguardo ai soccorritori.

  37. A Romedio, e a tutti gli “esperti” di Capri o Cortina, auguro non trovarsi mai in difficoltà in montagna.
    Quello di giudicare è uno sport molto diffuso, parlare a posteriori è facile facile, ma cerchiamo di non esagerare con le stupidaggini .
    Se fosse stato da solo, la guida Olivier Sourzac probabilmente si sarebbe salvato, sarebbe uscito in vetta ore prima se non rallentato da una cliente “debilitata”, probabilmente si sarebbe calato e avrebbe raggiunto il bivacco, o comunque il ghiacciaio dove avrebbe potuto fare una truna. La guida Olivier Souzac non ha abbandonato la cliente, che è probabilmente il vero motivo, il perché tutto è successo, se l’avesse fatto sarebbe finito in galera, ma sarebbe vivo.
    Morire non è mai bello, Olivier Souzac è morto sul lavoro, un lavoro forse più bello di altri, certamente più rischioso, ma i rischi non sempre sono evitabili, come alcuni pensano.

  38. Senza l’alpinismo e gli alpinisti, le montagne della terra sarebbero solo mucchi di sassi e pietre.
    Non potra’ mai esistere un normativa che regoli l’andare per monti.

  39. Chissà se riesco anche a chiudere un autentico ciclone….
    “Qui non palazzi, non teatro o loggia ma’n lor vece un abete, un faggio, un pino. Tra l’erba verde e’l bel monte vicino levan di terra al cielo nostr’intelletto.”
    Francesco Petrarca
    Uno qualsiasi entra su Montagna tv e legge queste frasi.Per ogni sezione del sito e ogni giorno c’è una frase ovunque vai!!Messner,Cassin,Corona e chi più ne ha più ne mettaFrasi e pensieri di sicuro effetto che dovrebbero sintetizzare una passione o un semplice piacere!Che c’entra Petrarca con la montagna?!credo nulla!!Carpi con le Alpi?!…nulla!!Ma questo non Ti autorizza a giudicarmi a priori!Non sai chi sono e cosa faccio come io non so nulla di Te.anche se dopo la prima virgola mi precisi che da 3/4 decenni rischi l’osso del collo su ghiacciai e cime tempestose.Io sono una pippa di montagna e invece Tu sai tutto!Beato Te!!Semplicemente perché? Poi possiamo disquisire su tempi e modi ma fondamentalmente perché Io la penso differentemente da Te
    E’ un vero peccato che Tu in tutta questa tragica vicenda,non hai ne più ne meno giudicato come ho giudicato io e soprattutto dall’alto della Tua esperienza non sei riuscito a trasmettermi uno straccio d’insegnamento.Dovrebbe essere cosi no?!A maggior ragione in un Sito dove teoricamente si dovrebbe condividere la stessa passione!!E’ la Montagna,dovrebbero essere i “vecchi” che dovrebbero Tramandare…Insegnare….Fare cultura(anche se detto tra me e Te sono un Tuo coetaneo).In barba alle belle frasi ne è uscito uno scannatoio!Tutti contro tutti.
    Amen

  40. Complimenti a Te invece perché veramente dai quel tocco in più a questo sito!!
    Non mi stupirei nemmeno di sapere un giorno che il Vangelo l’hai scritto proprio Tu!!Non ce l’hai mai voluto dire perché sei un modesto…e io T’ammiro per questo.e Ti dico pure Grazie!!
    Grazie di esistere!!

  41. Mi scusi signor Giorgio, sta per caso attraversando un periodo difficile? In questo caso ci sono altri forum in cui intervenire. Provi alla voce psicanalisi, forse trovera’ cio’ che fa al suo caso.

  42. Lo farò senz’altro!!Grazie per il consiglio….spero di non trovare Lei Signor Carlo come psicoanalista!!sarebbe davvero un bel problema!!

  43. In un commento leggo: “Senza l’alpinismo e gli alpinisti, le montagne della terra sarebbero solo mucchi di sassi e pietre”.

    Le montagne della terra SONO solo mucchi di sassi e pietre.
    Un’attività e una passione non possono cambiare la consistenza di un oggetto “materiale”!

  44. Andate Voi due dallo psicologo….avete un vantaggio ed uno svantaggio.Il vantaggio è che vi fa lo sconto comitiva lo svantaggio è che non trova materia grigia….m’avete veramente stufato!!

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