AlpinismoAlta quota

Annapurna, forse una valanga su Mr Park e compagni: si cerca nella terminale

La puya di Mr. Park e compagni (Photo courtesy Explorersweb.com)
La puya di Mr. Park e compagni (Photo courtesy Explorersweb.com)

KATHMANDU, Nepal — La terminale: un enorme crepaccio alla base della parete. E’ qui che si sono concentrate le ricerche dell’alpinista coreano Young-Seok Park e del suo team, dispersi da giorni sull’Annapurna dove stavano tentando di aprire una via nuova sulla parete Sud.

Secondo le notizie riferite dal corrispondente coreano di Explorerserb, le ricerche del team coreano si sono concentrate nelle profondità della terminale che si apre a 5.800 metri di quota, alla base della parete Sud: si tratta della porzione del ghiacciaio in movimento che si separa da quella cosiddetta “stagnante”.

L’ultima notizia che riguarda Mr. Park e dei suoi due compagni, Shin Dong-Min e Gang Gi-Seo, risale a martedì, quando hanno comunicato di voler scendere dalla parete a causa di pericolosi crolli di roccia. Ma al loro campo, non sono mai arrivati: così sono iniziate le ricerche.

Nei giorni scorsi un gruppo di sherpa impegnati nei soccorsi ha ritrovato una corda sepolta vicino al punto in cui i tre hanno effettuato quella chiamata via radio. L’ipotesi più probabile è che i tre alpinisti siano stati travolti da una valanga, che tra l’altro – secondo quanto riferito dei media coreani – sarebbe stata vista scendere vicino al campo avanzato, a 5.800 metri di quota.

Per questo motivo i soccorritori ora stanno concentrando le ricerche nella terminale, che si trova proprio nei pressi di quel campo: sono scesi nel crepaccio e stanno esplorando da un paio di giorni la gola di ghiacciaio per cercare tracce degli alpinisti dispersi. Purtroppo la ricerca non ha ancora dato risultati.

Ricerca nella terminale (photo courtesy Explorersweb.come Chosun.com)
Ricerca nella terminale (photo courtesy Explorersweb.come Chosun.com)

Nel frattempo, una squadra di cinque alpinisti è partita dalla Corea per raggiungere la parete con diversi materiali di soccorso, tra i quali un metal detector. Il gruppo è capeggiato da Jae-Soo Kim, alpinista che ha raggiunto nei mesi scorsi i 14 ottomila e che è noto per essere stato il compagno di Mi Sun Go, in corsa per il record femminile, purtroppo morta sul Nanga Parbat.

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